Una mano nell’ombra

Francesca Cappelletti recensisce gli ultimi studi su Caravaggio di Rossella Vodret e di Giovanni Careri

Francesca Cappelletti |

Nella «Vocazione di san Matteo», uno dei due straordinari laterali della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, opera commissionata a Caravaggio nel 1599, la figura di san Pietro accanto a quella di Cristo, che solleva il braccio a chiamare a sé Matteo, fu aggiunta dall’artista in un secondo momento, come rivelarono le analisi diagnostiche condotte per la prima volta negli anni Cinquanta del Novecento.

Questa e altre variazioni iconografiche nella tela compagna, raffigurante il «Martirio di san Matteo», messe di nuovo a fuoco da Alessandro Zuccari nel saggio all’interno del libro di Rossella Vodret, hanno suscitato molte ipotesi non solo sui procedimenti tecnici adottati da Caravaggio, ma sul significato complessivo dell’opera, compreso il ruolo della formazione del pittore nelle opere cruciali della sua carriera romana.

Per quanto possa oggi talvolta sorprendere, gli studi approfonditi
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© Riproduzione riservata Un dettaglio della «Vocazione di san Matteo» di Caravaggio, Roma, Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi
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