Un tè nel Foro

Chiara Coronelli |  | Modena

Se è vero che «Si beve il tè per dimenticare il frastuono del mondo», non sorprende sapere che Hiroshi Sugimoto, oltre che artista, si dichiara anche chajin, maestro del tè, colui che celebra il rito della preparazione. La concentrazione imposta al chajin scorre anche nel suo lavoro, sempre connesso con la filosofia e con l’esperienza del tempo, mediato dal pensiero matematico e dalla storia.

Hiroshi Sugimoto

Per quanto Sugimoto utilizzi una pluralità di linguaggi, tra pittura, design, regia di teatro Bunkaru, performance, architettura, il centro della sua produzione resta comunque la fotografia, strumento con cui dà corpo alla transitorietà del reale, anche grazie a uno studio rigoroso delle tecniche di ripresa e di stampa del bianco e nero.

Curata da Filippo Maggia, «Hiroshi Sugimoto» è l’antologica che la Fondazione Fotografia di Modena dedica all’autore giapponese, presentando al Foro Boario (dall’8 marzo al 7
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