Un «ponte» salverà Pompei

Il restauro dell'Adone ferito nell'omonima domus di via Mercurio a Pompei
Edek Osser |

Pompei (Na). «Bridging» (da bridge, ponte): è l’ultimo anglicismo e arriva da Pompei. È un termine soprattutto bancario che indica il ponte di collegamento tra un’operazione finanziaria e l’altra. Il «bridging» pompeiano si riferisce a un provvidenziale slittamento, ormai certo anche se non ancora ufficiale: il 31 dicembre prossimo non vi sarà alcuna tagliola e i finanziamenti dell’Unione Europea, decisi il 29 marzo 2012, non saranno interrotti come invece previsto. Ci sarà una proroga, appalti e lavori potranno continuare anche oltre il termine fissato e fino al 2017. La scadenza era tassativa: tutti i lavori avrebbero dovuto essere conclusi entro fine 2015, tutti i 105 milioni europei spesi e rendicontati entro il 31 dicembre prossimo. Il «bridging» avverrà però a una condizione: che tutti i lavori previsti siano iniziati al 31 dicembre.

Che ogni cosa non potesse essere conclusa a
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© Riproduzione riservata Lavori in corso a Pompei Del Grande Progetto Pompei una ventina di cantieri sono terminati, 29 ancora in corso Restauro a Pompei Restauro della domus di Paquio Proculo Restauro della Villa dei Misteri
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