Un parabrezza infranto recuperato al 95%

Stefano Miliani |

Si sono conclusi tre restauri d’arte aquilana terremotata: una coppia di tele di metà Settecento del veneto Vincenzo Damini dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Paganica; un presepe in terracotta e un gonfalone dipinto, entrambi del Cinquecento ed entrambi appartenenti alle collezioni del Museo Nazionale nella cui nuova sede, l’ex Mattatoio, potrebbero tornare. Biancamaria Colasacco della ex Soprintendenza ai Beni artistici abruzzese ha coordinato l’intervento sullo «Sposalizio della Vergine» e sulla «Fuga in Egitto» di Damini: «Rimasti a lungo sotto le macerie, perché era troppo pericoloso andarci, e attaccati da funghi, i quadri erano un cumulo di 1.500 frammenti di tela irrigiditi e accartocciati. Sembravano un parabrezza infranto. Insperatamente abbiamo recuperato il 95%». Con soldi dal c/c postale «Salviamo l’Arte in Abruzzo» aperto dal Mibact nel 2009. A proposito del presepe, in origine in Santa
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