Un Orso di Leonardo da Christie's

Anche opere di Bellotto, Van Dyck, Vanvitelli nella vendita dell'8 luglio

«Testa di orso», di Leonardo da Vinci. © Christie’s Images Ltd 2021
Giovanni Pellinghelli del Monticello |  | Londra

L’8 luglio, durante la Classic Week, Christie’s presenta due vendite roboanti: «The Exceptional Sale» alle ore 17 e la «Old Masters Evening Sale» alle 19, con opere illustri di nomi strepitosi. Guida «The Exceptional Sale» nientemeno che Leonardo da Vinci con un’indiscussa e squisita «Testa di orso», disegno a punta d’argento su carta preparata rosa-beige, iscrizione a penna e inchiostro marrone «Leonard de Vinci» in basso a sinistra, 7x7cm, stimato 9,3-14 milioni di euro, già proprietà del pittore Sir Thomas Lawrence e uno dei pochissimi fogli dell’artista ancora in mani private e prezioso esempio dell’interesse scientifico di Leonardo, della sua sensibilità per il mondo animale e dell’impareggiabile maestria come disegnatore.

A fare da damigelle d’onore lo straordinario e monumentale calamaio, finora in prestito al Victoria and Albert Museum, attribuito all’argentiere di Utrecht Christiaen van Vianen per il suo stile virtuosistico dai cartigli figurativi con gli emblemi delle Sette Arti Liberali (1,2-1,7 milioni) e le tre coppie di vasi celadon cinesi montati su ormolu, eccezionalmente riuniti per la vendita, che appartennero a Pierre-Victor barone di Besenval (1722-91), comandante delle Guardie svizzere di Luigi XVI e Maria Antonietta, offerti come lotti consecutivi (350-580mila; 300-460mila e 80-120mila).

La Old Masters Evening Sale abbraccia sei secoli di arte e scultura europea a partire dalla «Veduta di Verona col Ponte delle navi» di Bernardo Bellotto, olio su tela del 1745-47 (133,3x234,8 cm), stimato 14-21 milioni e già in prestito a lungo termine alle National Galleries of Scotland dal 1973.

A seguire, l’enigmatico «Sant’Andrea» di Georges de La Tour, un olio su tela (62x50,5 cm) proposto a 4,6-7 milioni, fra le ultime opere dell’artista ancora in mani private; il «Ritratto del conte di Strafford in armatura» di Antoon van Dyck stimato 3,5-8 milioni, già nella collezione del re Carlo I Stuart poi del pronipote Charles FitzRoy e per eredità agli attuali proprietari; la fantasmagorica «Natura morta di banchetto» di Jan Davidsz de Heem (3,5-5,8 milioni), il preraffaellita Edward Burne-Jones con «Il principe all’entrata del Bosco di Rose di Briar» a 2,3-3,5 milioni; il fondo oro (un po’ spaesato nel contesto) «San Matteo» di Taddeo Gaddi (già pinnacolo del «Dittico di san Giovanni Fuorcivitas» di Pistoia), olio su tavola dorata e sagomata a 800mila-1,2 milione, stessa stima per la rara veduta veneziana di Gaspare Vanvitelli «Santa Maria della Salute dall’entrata del Canal Grande» del 1714.

Infine si segnala l’elegantissimo e sensuale «Crono e Filira», olio su tavola (75,6x64,1 cm) di Parmigianino, stimato 465-700mila euro.

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