Un momento propizio per l’apocalittico di LaChapelle

La personale presentata in anteprima assoluta al Mudec includ opere, alcune recentissime, che espone in questa rassegna prodotta da 24 Ore Cultura e curata da Denis Curti e Reiner Opoku con lo Studio LaChapelle

«Landscape: King’s Dominion, 2013, Los Angeles» di David LaChapelle
Ada Masoero |  | Milano

«I Believe in Miracles» proclama David LaChapelle con la personale presentata in anteprima assoluta al Mudec fino all’11 settembre. E lo conferma con le opere, alcune recentissime, che espone in questa rassegna prodotta da 24 Ore Cultura e curata da Denis Curti e Reiner Opoku con lo Studio LaChapelle. Inedita la narrazione scelta, con un affondo deciso sulla spiritualità, da lui praticata sin dagli anni ’80 e poi sempre coltivata in modo più o meno esplicito, pur restando fedele al suo inconfondibile immaginario onirico e sfavillante.

Sfilano qui immagini di tempi e progetti diversi, accomunate però dall’attenzione a quel tema, tanto più necessario nel nostro tempo, spiega, quando l’incertezza per il futuro e la mancanza di valori condivisi hanno minato le nostre identità. LaChapelle (Connecticut, 1963) trova quei valori nella natura e in essa mette in scena elaborate composizioni che, dopo gli inizi votati al bianco e nero, immerge in colori sfolgoranti.

«Il mio obiettivo, spiega, è sempre stato coinvolgere lo spettatore e stabilire [...] una comunicazione d’idee, sentimenti, ossessioni, sogni e visioni. La coscienza ci dice che siamo in un momento propizio all’apocalittico come al miracoloso. Spero che, contemplando queste immagini, possiate vivere momenti di riconoscimento, comprensione e bellezza condivisa».

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