Un’irresponsabile espansione di insediamenti

Achille Bonito Oliva |

La città moderna ha messo l’architetto di fronte a una committenza che non riguarda il semplice manufatto, ma lo investe di una più ampia responsabilità territoriale. La megalopoli lo costringe a misurarsi con un sistema di relazioni urbane che non permette astrazione di sorta nei riguardi della singola forma. L’architettura sconfina inevitabilmente nell’urbanistica in una cultura della previsione fuori dal giudizio estetico riguardante il semplice problema spaziale, ma implicante il tempo concreto del corpo sociale. Tale temporalità comprende naturalmente produzione e consumo, il campo industriale e quello del terziario, l’esistenza collettiva e quella individuale. Il confronto più forte in ogni caso è con l’artificio della realtà e il contesto naturale, ormai alterato e squilibrato da una irresponsabile politica di espansione insediativa che inquina sempre più la possibile identità dell’uomo.

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