Un’icona di Stalin imbrattata in Georgia

In una cattedrale di Tbilisi, l’opera posta accanto alla Santa Matrona di Mosca è stata attaccata da un’attivista. È salva solo grazie al vetro di protezione

Un particolare dell’icona ritraente la Santa Matrona di Mosca e Stalin nella Cattedrale ortodossa della Santissima Trinità di Tbilisi, imbrattata dall’attivista Nata Peradze
Sophia Kishkovsky |  | Tbilisi

Un’icona raffigurante una santa russa che benedice Josip Stalin (1878-1953) ha alimentato le tensioni in Georgia, paese natale del dittatore sovietico responsabile della persecuzione e della morte di milioni di persone. La controversia è nata quando il 9 gennaio il vetro che ricopre l’immagine è stato imbrattato con della vernice blu, alimentando ulteriormente la contrapposizione tra, da un lato, i fondamentalisti di destra e il partito Sogno Georgiano, ora al governo, e dall’altro i movimenti europeisti. La presenza dell’icona nella Cattedrale ortodossa della Santissima Trinità (nota come Sameba) di Tbilisi, capitale del Paese, ha suscitato grande attenzione dopo che un sacerdote dissidente l’ha postata su Facebook alla vigilia di Natale (per i cristiani ortodossi di Georgia e Russia).

Il 10 gennaio alcuni manifestanti, tra cui sacerdoti legati al movimento di estrema destra Alt Info, noto per gli attacchi ai gay pride, hanno circondato la casa di Nata Peradze, l’attivista che ha dichiarato di aver gettato la vernice sull’icona e che sta conducendo una campagna sui social media per la sua rimozione dalla chiesa. L’indagine della polizia georgiana sulla vicenda è in corso. Stalin nacque con il nome di Iosif Džugašvili a Gori, in Georgia, nel 1879 e studiò in un seminario ortodosso a Tbilisi, dove iniziò la sua ascesa verso il potere politico. L’edificio del seminario fu poi trasformato in un museo d’arte.

Santa Matrona di Mosca, la donna ortodossa russa raffigurata nell’icona, era cieca, nata senza occhi secondo la sua agiografia e morta nel 1952. Negli anni ’90 ha sviluppato un seguito di fedeli che è cresciuto fino alla venerazione di massa delle sue reliquie in un convento di Mosca. Sempre secondo l’agiografia, Stalin incontrò la santa quando Mosca era minacciata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Un’altra icona raffigurante Matrona e Stalin ha suscitato scandalo quando venne appesa in una chiesa di San Pietroburgo nel 2008, per poi essere rimossa.

L’icona ora è stata ripulita dalla vernice e spostata in un punto più visibile della Cattedrale. Irma Inashvili, il segretario generale del partito politico georgiano filorusso Alleanza dei Patrioti, che alcuni mesi fa aveva donato l’icona alla cattedrale, ha paragonato la rappresentazione di Stalin nell’icona all’imperatore romano Diocleziano nelle icone di San Giorgio che uccide il drago.

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