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Un Gauguin tahitiano a 9,5 milioni da Artcurial

Alle aste moderne e contemporanee francesi anche Shiraga, Dubuffet e Fontana

«Rue Boissy d’Anglas (au Boudin Mystique)» (1962) di Jean Dubuffet. © Sotheby’s/ArtDigital Studio

Parigi. Il dipinto «Te Bourao II», opera «tahitiana» di Paul Gauguin del 1897, è stata venduta il 3 dicembre da Artcurial per 9,5 milioni di euro (stima 5-7 milioni). La rarità della tela ha fatto sì che la vendita attirasse su di sé le attenzioni dei commentatori nei giorni delle aste parigine d’arte moderna e contemporanea di dicembre. Il quadro è l’unico ancora in mani private del ciclo tahitiano di nove dipinti che Gauguin inviò a Parigi per la mostra della galleria Ambroise Vollard nel 1898. Il fortunato acquirente ha fatto sapere che l’opera non lascerà la Francia.

Il periodo tahitiano di Gauguin, il più quotato sul mercato, è anche il più controverso. E l’asta Artcurial non è sfuggita alla provocazione di «The New York Times» che, al tempo di #MeToo, mentre alla National Gallery di Londra è in corso fino al 26 gennaio proprio una mostra sui ritratti di Gauguin, si chiede se non sia il caso di smettere di esporre Gauguin sapendo delle relazioni che ebbe con giovani polinesiane.

Il dibattito non ha impedito ad Artcurial di realizzare un’asta da record, totalizzando 27,4 milioni nelle vendite del 3 e 4 dicembre e portando a 60,4 milioni il ricavato 2019 del dipartimento di arte moderna e contemporanea. Da Sotheby’s, che nelle aste del 4 e 5 dicembre ha totalizzato 43,5 milioni (94 milioni i ricavi 2019 per l’arte contemporanea in Francia, che nel 2018 erano stati 82), si è distinta una tela monumentale del giapponese Kazuo Shiraga: «Tentaisei Studio» del 1960, stimata 5-7 milioni, è stata aggiudicata a 7,7 milioni, senza riuscire a battere il record di 8,7 milioni ottenuto nel 2018 da un’altra sua opera, «Takao».

Un record è stato comunicato invece per un lavoro su carta di Jean Dubuffet, «Rue Boissy d’Anglas (au Boudin mistique)» (1962), venduto per 4,3 milioni. Dopo le vendite di New York e Hong Kong, il 3 e 4 dicembre Christie’s ha disperso un’altra selezione di opere della collezione dell’architetto Ieoh Ming Pei. «La Brouette» (1964) di Dubuffet, stimato 350-550mila euro, ha ottenuto 634mila euro. Ma il risultato più significativo è stato realizzato da un «Concetto spaziale. Attese» di Lucio Fontana, venduto, come da stime, a 2,6 milioni. La casa d’aste ha totalizzato in due giorni 17,9 milioni di euro (portando a 79 milioni il totale del ricavato 2019 per l’arte del dopoguerra e contemporanea a Parigi).

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020



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