Un febbrile sodalizio d’arte

È quello tra Gemito e Mancini, da Napoli a Parigi

Francesca Romana Morelli |  | Roma

Umberto Giacometti e Miriam Di Penta propongono una mostra che ricostruisce il febbrile sodalizio artistico e umano tra Vincenzo Gemito (1852-1929) e Antonio Mancini (1852-1930), due dei maggiori artisti che segnano il declinare dell’Ottocento nell’Italia meridionale.
 
I loro talenti si intrecciano dalla comune formazione fin dal 1865, quando si conobbero alla scuola di San Domenico Maggiore a Napoli, fino al travagliato e deludente soggiorno a Parigi, tra il 1877 e il 1878, che impresse una svolta nelle loro poetiche realistiche e costituì per entrambi l’anticamera di una condizione psichica malata. Curata da Cinzia Virno e Manuel Carrera, «Gemito, Mancini e il loro ambiente: opere giovanili» è aperta dal 18 maggio al  16 giugno e domenica 21 maggio per la manifestazione «Cortili Aperti». «Sono esposte oltre 30 opere tra gessi, cere, oli, bozzetti, disegni, una sorta di squarcio nella
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