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Un'epoca tragicamente virale | Qui Parigi

Ferma anche Notre-Dame e aiuti per gli artisti

Il ministro francese della Cultura Franck Riester

Parigi. Primo marzo, il Louvre resta chiuso: i dipendenti del museo sono stati i primi a dare l’allarme per i rischi legati all’epidemia di Covid-19 nel mondo dell’arte in Francia. Si sono riuniti in assemblea per chiedere misure di protezione per il personale dopo che il Governo ha vietato gli eventi con più di 5mila persone. E ogni giorno 30mila persone si sono accalcate davanti alla Gioconda.

Il museo ha riaperto dopo tre giorni, limitando gli ingressi, ma il 13 ha di nuovo chiuso e questa volta «a tempo indeterminato». Oggi il museo più visitato del mondo, sfiorando i 10 milioni di visitatori all’anno, è quasi vuoto. Vi circolano solo gli agenti che assicurano la sicurezza delle opere. La chiusura del Louvre «mostra simbolicamente la gravità della crisi sanitaria», ha detto il suo presidente Jean-Luc Martinez a «Le Figaro».

Nel giro di poche ore hanno chiuso anche il d’Orsay, la Fondation Vuitton, il Palais de Tokyo, il Musée Picasso; a Marsiglia il Mucem, a Saint-Paul la Fondation Maeght. Hanno chiuso anche luoghi turistici come la Tour Eiffel e, per la prima volta, la basilica del Sacré-Coeur. L’attesa mostra «Christo e Jeanne-Claude», prevista per il 18 al Centre Pompidou, il cui allestimento era già terminato, non ha mai aperto.

Anche l’inaugurazione della mostra immersiva «Pompei», attesa per il 25, è stata rinviata. Il Grand Palais aspettava 3mila visitatori al giorno, ma le casse dei preziosi reperti arrivati dall’Italia sono rimaste chiuse e per ora la mostra si può «visitare» solo online sul sito del Grand Palais. Molti eventi sono stati rinviati. Così la riapertura del Palais Galliera, chiuso dal 2018 per lavori, prevista per il 31 marzo.

Il Salon du Dessin, edizione numero 29, che si tiene tradizionalmente a fine marzo, è stato annullato. L’epidemia ha anche avuto un impatto sui grandi cantieri culturali in corso. La Collection Pinault, che avrebbe dovuto inaugurarsi a giugno nella restaurata Bourse de Commerce, aprirà ormai a settembre. Il 17 marzo è stato sospeso anche il cantiere di restauro della cattedrale di Notre-Dame, già faticoso. A fine marzo si stava studiando un modo per riprenderlo, almeno parzialmente, e nel rispetto delle norme d’igiene.

L’impatto del Covid-19 per il mondo dell’arte potrà essere enorme. Il ministro della Cultura, Franck Riester (lui stesso risultato positivo al virus), ha annunciato il 18 marzo una prima batteria di misure di sostegno al settore, di sicuro insufficiente, stanziando un primo fondo d’urgenza di 2 milioni di euro per le gallerie e i centri d’arte.

Sono allo studio anche misure di aiuto diretto agli artisti. Come si sta facendo anche in altri Paesi, il Ministero ha anche aperto sul suo sito una piattaforma, #Culturechezvous, che raccoglie le iniziative online di un centinaio di istituzioni culturali. Tra le più belle, le visite virtuali in 3D delle sale della reggia di Versailles (sulla piattaforma Poly) e della grotta di Chauvet, con le sue pitture rupestri di 36mila anni fa (via Google Arts).

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020


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