Un contenitore caotico di umanità

Chiara Coronelli |  | Monaco di Baviera

Rientrato a Stoccolma dopo un periodo ad Amburgo a scrivere e a studiare pittura, nel 1962 Anders Petersen è diciottenne quando gli capita di vedere un’immagine di Christer Strömholm. È la ripresa di un viale del Père Lachaise di Parigi, con le orme di passi nella neve «come se i morti fossero usciti dalle tombe durante la notte e si fossero incontrati passeggiando».

Questa evidenza dell’invisibile, insieme al bisogno di dare dei contorni a quelle assenze, lo spingono verso la fotografia, e verso l’insegnamento di Strömholm, che sarà suo maestro e amico. Allo Stadtmuseum di Monaco è stata da poco inaugurata «Anders Petersen. Retrospective» (fino al 28 giugno) dedicata all’autore svedese, in collaborazione con la Bibliothèque nationale de France e l’agenzia VU.

L’ampio percorso, che rinuncia all’ordine cronologico, rispecchia il dinamismo che da sempre caratterizza il lavoro di Petersen, dagli esordi di
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