Un archeologo e un soprano nell’Arena di Verona

Tra il soprintendente Vincenzo Tiné e la direttrice artistica Cecilia Gasdia un inedito equilibrio per la valorizzazione dell'anfiteatro

Camilla Bertoni |  | Verona

Un’eccezionale convergenza per la valorizzazione dell’Arena di Verona come museo, teatro e monumento tout court. Se a dirigere la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo è un archeologo, Vincenzo Tiné, per la Fondazione Arena il soprintendente e direttore artistico è la soprano Cecilia Gasdia: la sintonia di obiettivi dei due tecnici con sindaco e assessori del Comune di Verona si sta concretizzando in un inedito equilibrio tra la valorizzazione dell’Arena come patrimonio, ma anche come motore economico per la città.

Il restauro, iniziato dal 2019 per la durata di quattro anni, è reso possibile dallo stanziamento di 14 milioni di euro in regime di detrazione fiscale ArtBonus da parte di Fondazione Cariverona e UniCredit Banca. «Risalente al 2013, spiega Tiné, ha visto finalmente partire i lavori per la pulizia e sigillatura dei gradoni interni per la tutela dalle pericolose infiltrazioni di acqua e per il restauro delle arcate interne. Si pone inoltre fine al degrado di impianti e servizi igienici e si attuano interventi ipogei per gli impianti idrici, fognari e antincendio. È il primo grande restauro dopo quello sul paramento esterno completato nel 2002. E finalmente vedrà la luce il tanto invocato “museo Arena” con l’esposizione di documentazioni che risalgono all’età romana, quella medievale, fino alla sua trasformazione novecentesca in teatro per la lirica».

Dalla Soprintendenza viene anche l’idea di riqualificare per la visita museale una parte del backstage con camerini trasparenti. Intanto Cecilia Gasdia ha lanciato la campagna di ArtBonus #iosonolarena, un fundraising rivolto a privati e imprese «a sostegno, spiega, della Fondazione Arena per la sua attività di spettacolo e di fatto dell’intera economia della città». E continua: «Per la stagione prossima, la cui apertura è affidata al maestro Riccardo Muti che dirigerà l’Aida in forma di concerto, stiamo pensando alla sicurezza e progettando spettacolari scenografie virtuali mettendo in campo una tecnologia faraonica».

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