Un’Arca di Noè è sbarcata a Berlino

È il mondo dei bambini del Museo Ebraico

ANOHA è un'interpretazione moderna dell’Arca di Noè. Foto di Yves Sucksdorff. Cortesia Jüdisches Museum Berlino
Francesca Petretto |  | Berlino

Ha aperto ANOHA: il mondo dei bambini del Museo Ebraico di Berlino, l’attesa espansione del Jüdisches Museum affidata allo studio di Seattle Olson Kundig, inserita nell’involucro architettonico della Halle dell’ex grande mercato dei fiori di Kreuzberg (e già sede della Jüdische Akademie W.M. Blumenthal), di fronte alla celeberrima sede principale del Museo Ebraico, inaugurata nel 2001 su progetto di Daniel Libeskind.

Il nuovo edificio è un progetto a quattro mani, realizzato con lo studio berlinese Engelbrecht come interpretazione moderna dell’Arca di Noè. Le sue forme circolari, contrappunto alla semplice struttura in cemento dalla Halle anni Sessanta, fanno riferimento a una descrizione della biblica nave presente in un antico testo sumero e sono al contempo un tributo al mostro sacro della storia del cinema Stanley Kubrick e all’astronave del suo «2001 Odissea nello Spazio».

La struttura rotonda alta 7 metri è composta da 20 costole in legno lamellare piegato: il corpo principale in abete rosso, i pavimenti e gli arredi interni in faggio, materiali locali e sostenibili. Il Museo dedicato ai bambini dai 3 ai 10 anni s’ispira alla Torah concentrando l’attenzione sull’enorme arca di legno e i suoi 150 animali, realizzati dallo studio berlinese kubix, che i piccoli visitatori sono invitati a perlustrare e portare in salvo come fece l’antico patriarca.

Ispirato al concetto ebraico «Tiqqun ’olam» che invita ogni individuo a perfezionare il mondo, l’ANOHA parla di nuovi inizi, diversità e risorse sostenibili e pone il quesito: come vogliamo convivere su questo pianeta?

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