Un’app scomoda

Nicola Pirulli |  | Berlino

Successo, ma anche problemi per l’app Magnus, da aprile sull’App Store, che sta rimescolando le carte nel mondo dell’arte e infrangendo più di un tabù. Concepita da Magnus Resch, trentaduenne imprenditore tedesco del mondo dell’arte, l’app permette di ottenere informazioni su artisti, mostre e su milioni di opere sparse nel mondo, insieme al prezzo di ciascuna. Il tutto grazie ad archivi online, dati pubblici e al contributo degli utenti.

Proprio l’accesso a informazioni e immagini «protette» ha spinto due portali web, Artsy e ArtFacts (possessori di dati su gallerie e galleristi e sulle loro attività), ad accusare Magnus di violazione di copyright. Secondo il suo fondatore, l’app viene presa di mira perché vuole scardinare il muro di segretezza che gallerie e mercanti hanno eretto intorno ai loro business: «Non mi pare che nessuno abbia mai chiesto a Instagram di cancellare immagini protette da
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