Torna a Palazzo Farnese l'affresco di Domenichino

Restaurata la «Morte di Adone» che il giovane pittore bolognese realizzò nel Casino Farnese ai suoi esordi romani

Un particolare della «Morte di Adone» di Domenichino
Arianna Antoniutti |  | Roma

Dopo un intervento di restauro che ha richiesto due anni, è tornata nella Sala delle Firme di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, l’opera di Domenichino la «Morte di Adone». L’artista bolognese la eseguì ad affresco, intorno al 1603-1604, nel Casino Farnese, piccolo edificio sulla sponda del Tevere raggiungibile dal Palazzo grazie all’arco su Via Giulia.

Il Casino, non più esistente, detto della Morte perché adiacente alla Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e della Morte, ospitava un ciclo di tre affreschi del Domenichino, due sulle volte del piano terreno, e uno nella loggia aperta sul giardino. Sotto la guida di Annibale Carracci, il giovane pittore, ai suoi esordi romani, vi aveva descritto tre episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio: «Narciso alla fonte», «Apollo e Giacinto» e la «Morte di Adone». Nel 1817 gli affreschi vennero staccati e posti in una sala adiacente alla Galleria dei Carracci, per trovare poi definitiva collocazione nell’Appartamento dell’Ambasciatore di Francia.

Dopo aver realizzato, nel 2019, l’intervento conservativo sull’affresco con Narciso, l’Istituto Centrale per il Restauro, d’intesa con la Soprintendenza Speciale di Roma e l’Ambasciata francese, ha finanziato ed eseguito il restauro dell’Adone, restituendo all’affresco la ricchezza cromatica e consentendo di comprenderne la storia esecutiva. Realizzata in sei giornate, l’opera era offuscata da ridipinture e dall’azione dei fissativi deteriorati. Dopo attente indagini scientifiche, si è provveduto al recupero dei valori tonali e alla reintegrazione delle più estese mancanze.

Si è inoltre deciso di conservare il supporto realizzato al momento del distacco dell’affresco da Pietro Palmaroli, uno dei più importanti restauratori dell’Ottocento. E proprio nel suo telaio ottocentesco in legno di castagno e tele in fibra naturale, l’affresco è stato ricollocato a parete, nella Sala delle Firme, alla presenza di Alessandra Marino, direttrice dell’ICR, di Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia, e di Daniela Porro, Soprintendente Speciale. Come ha ricordato l’Ambasciatore «in questo periodo di guerra in Ucraina in cui si distrugge tanto, oggi vediamo l’importanza della conservazione del patrimonio e della civiltà». È previsto in futuro, sempre in un’ottica di collaborazione fra le istituzioni, il restauro del terzo affresco con «Apollo e Giacinto».

© Riproduzione riservata Il ricollocamento dell'opera nella Sala delle Firme di Palazzo Farnese
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