TOP & FLOP | Finarte a Roma il 23 febbraio

Chi ha orecchie per intendere…

Marco Riccòmini |

Chi ha orecchie per intendere…Ammoniva l’evangelista mio omonimo che qui habet aures audiendi audiat (Marco 4, 9), ossia che «chi ha orecchie per intendere intenda». Intenda? Ma sì: capisca. Anche se, a proposito dell’asta battuta ieri a Roma (Finarte, Incanti d’Arte e Opere da un’importante collezione privata romana), sarebbe più corretto staccare “«in» da «tenda».

Perché i «tre antichi tessuti ricamati con fili di seta e d’argento su fondo di velluto rosso» (lotto 49), appartenuti alla Contessa Amalia Canonica, che da una stima di 600 euro sono saliti, coi diritti, a 4.343 euro non erano di un generico «Medio Oriente», come dalla descrizione di catalogo. Si trattava, infatti, di rari ricami persiani noti come Rasht (dalla città omonima prossima al Mar Caspio).

La dinastia è quella Qajar (1779–1925) e sono del tutto simili ai pannelli che, ad esempio, rivestono l’interno della spettacolare tenda di Muhammad Shah (che regnò in Persia dal 1834 al 1848) recentemente acquistata dal Cleveland Museum of Art. Avete capito? Chi ha orecchie per intendere, in tenda!

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