TOP & FLOP | Christie's online l'11 marzo

Tutti i [santi] giorni

Marco Riccòmini |

«Non passa giorno...». «No – avrà detto tra sé e sé – così non fila». Appallottolato il foglio (di carta, beninteso), ne avrà preso un altro dal cassetto, e sarà ripartito non senza una qualche esitazione, masticando il culo della penna Bic. «Tutti i giorni...». «Ah – avrà sospirato, illuminandosi con un sorriso – adesso ci siamo». Sarà andata così, nel «garage» di Mike Winkelmann?

È così che l’artista che si fa chiamare «Beeple» ha scelto il nome della sua opera «Everydays – The First 5000 Days» che da Christie’s, partendo da 100 dollari, ha superato i 69 milioni di dollari salendo sul gradino più basso del podio per un artista vivente, sotto Jeff Koons e David Hockney?

Boh. Fatto sta che il graphic designer che, tra le altre cose, ha curato gli effetti visivi nei concerti di una moltitudine di performers come Childish Gambino ed Eminem, ha postato un’immagine online tutti i santi giorni (questo è il senso del titolo) dal 2007 ad oggi, che ci fosse il sole o la tempesta. «Everydays» è il collage di tutte queste immagini (cinquemila, come i giorni trascorsi da quando ha cominciato).

Ma non ha usato la Coccoina, nossignore. Le ha tenute nella forma puramente digitale di un Jpeg. Però, per assicurarsi che questo diventasse un «pezzo unico», «Everydays» è stato registrato come un NFT, ossia un Non Fungible Token, la cui prova di autenticità e proprietà viene garantita da un libro mastro digitale, noto come Blockchain.

Naturalmente, l’acquisto di un NFT è fatto di preferenza in criptovaluta Ethereum, che la casa d’aste londinese ha per l’occasione accettato come forma di pagamento. «A unique work in the history of digital art» (un’opera unica nella storia dell’arte digitale), si strombazzava alla stampa, e come dargli torto.

E se si fosse tentati di commentare col titolo della stampa di Banksy (bruciata e poi blockchain-certified per essere rivenduta in forma digitale a tre volte il suo valore originale) «I can’t believe you morons actually buy this shit» (non posso credere che voi deficienti compriate davvero questa merda), resta il fatto che, arte o mica arte, 69 milioni di dollari sono un sacco di soldi.

Cos’è che non avete capito? «Fungible»? Viene dal latino medioevale fungibilis e si dice dei beni che – cito la Treccani – «non avendo specifica individualità, possono tenere l’uno il posto dell’altro agli effetti giuridici (bene f. è, per eccellenza, il denaro)». Volete capirci qualcosa? Follow the money.

© Riproduzione riservata Beeple «Everyday: The First 5000 Days» (particolare)
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