Tiepidi risultati per le vendite di Old Master di Christie’s e Sotheby’s a New York

I pochi risultati che hanno superato la soglia delle sette cifre non sono stati in grado di compensare decine di lotti non aggiudicati e molteplici ritiri a ridosso degli incanti

«Madonna Annunciata; Arcangelo Gabriele» (XIV sec.) di Nardo di Cione © Sotheby’s
Judd Tully |  | New York

*I prezzi riportati sono compresi di diritti d’asta salvo diversa indicazione.

Le prime aste invernali di Christie’s e Sotheby’s di Old Masters tenutesi a New York questa settimana, non hanno contribuito a contrastare le preoccupazioni per il deterioramento del mercato degli antichi.

La prima parte dell’asta di Christie’s di mercoledì 31 gennaio, ha ottenuto 13,8 milioni di dollari a fronte di aspettative di prevendita comprese tra i 18 e i 27,2 milioni. La stessa asta del 2023 ha realizzato 44,2 milioni di dollari, circa il triplo del totale realizzato nell’asta di quest’anno. Sei delle 78 opere sono state ritirate prima dell’nizio dell’azione, tra cui il polittico di Niccolò di Pietro Gerini «Scene della Passione di Cristo», che aveva una stima di 1,2-1,8 milioni di dollari. Dei 72 lotti, solo 30 sono stati acquistati, rivelando un tasso di vendita di appena 58%. Già dai primi risultati si intendeva la debolezza del mercato: il quarto e il quinto lotto, due olio su tavola di Adriaen Cornelisz van Salm, sono state vendute a un anonimo acquirente telefonico rispettivamente per 163.800 dollari e 138.600 dollari a fronte di stime identiche di 120-180mila dollari ciascuno.

Anche i nomi più altisonanti hanno ottenuto risultati modesti: il ritratto di Lucas Cranach il Vecchio, «Enrico IV il Devoto, Duca di Sassonia, Margravio di Meissen» ha fatto fermare il martello a 280mila euro, 352.800 dollari con diritti, appena al di sopra della stima di 250mila dollari previsti. Lo «Studio di testa» di Sir Peter Paul Rubens, riccamente dettagliato, raffigurante una donna anziana con velo, precedentemente identificata come Maria Pypelinckx, la madre dell’artista, è stato venduto a un anonimo offerente online per una cifra che rientra nella stima di 450-600mila dollari, 567.000 dollari.

Lo stesso offerente online (paletta numero 3040) è rimasto attivo per tutta la durata della vendita, aggiudicandosi almeno altre quattro opere, inclusa «La Maddalena penitente» di Guido Reni, che ha raggiunto la stima minima di 80mila dollari, e «La Gimblette» di Jean-Honoré Fragonard, passato di mano per 756mila dollari. Il concorrente online ha dato un po’ di pepe a quella che è stata tutto sommato una vendita piuttosto modesta.

Un adeguamento delle aspettative

«È la solita storia», ha dichiarato il mercante londinese e newyorkese Edmondo di Robilant di Robilant + Voena, che ha commentato il numero di invenduti dicendo: «Le stime li hanno resi impossibili da vendere, e aggiunge «occorre adeguare le aspettative alla situazione del mercato». Diverso è il parere dell’esperto mercante londinese Johnny van Haeften, che ha acquistato «Un guardiamarina seduto in una sala di guardia, con ufficiali che giocano a carte e una donna che fuma vicino a un camino» (1655) di Jacob Duck per quello che è sembrato un prezzo stracciato di 126mila dollari a fronte di una stima di 200-300mila dollari. «In realtà, ha detto van Haeften, «credo che sia andata molto bene per dei quadri abbastanza insignificanti».

L’unica opera di un’artista donna presente nella vendita ha invece soddisfatto le aspettative: il seicentesco «San Giovanni Battista nel deserto» di Artemisia Gentileschi, che raffigura il giovane a torso nudo con drappi dorati, è stato venduto a un offerente online per 982.800 dollari, quasi il doppio della stima minima. Invece, la «Natura morta di strumenti musicali» di Anne Vallayer-Costa, è stato ritirato prima della vendita; il suo obiettivo era di 500-700mila dollari. Solo un lotto della vendita ha superato la soglia di 1 milione di dollari, un cassone raffigurante «La storia di Coriolano», opera di Giovanni di Ser Giovanni Guidi (detto Lo Scheggia), aggiudicato per 1,6 milioni di dollari.

Si è avvicinata alla soglia del milione anche la «Giuditta insanguinata con la testa di Oloferne» del pittore bolognese Giulio Cesare Procaccini, realizzando 900mila dollari, (1,1 milioni di dollari con diritti). Il dipinto è stato venduto l’ultima volta solo un anno fa, nell’asta della Fisch Davidson Collection da Sotheby’s a New York, dove ha realizzato una cifra superiore a un milione di dollari. Si tratta di un rientro prematuro. La sessione si è conclusa con un’opera su carta a matita e acquerello di Turner proveniente dalla collezione J.E. Safra, aggiudicato per 289.800 dollari, al di sotto della stima minima di 300mila.

Tutto sommato, nulla della prima parte dell’asta Old Masters di Christie’s ha potuto competere con il top lot dell’asta indipendente del 30 gennaio di 15 sculture provenienti dalla Collezione Quentin, anch’essa organizzata nell’ambito della «Classic Week». La sensuale Ninfa addormentata del Giambologna, realizzata intorno al 1584, ha superato i sogni più sfrenati di Christie’s facendo fermare il martello a 6 milioni di dollari, ben oltre la stima massima di 1,2 milioni di dollari.

Un leggero miglioramento da Sotheby’s

Il ritmo e la qualità complessiva sono migliorati un po’ nella prima parte di «Master Paintings and Sculpture» di Sotheby’s, giovedì 1 febbraio. La vendita ha realizzato circa 21 milioni di dollari a fronte di aspettative di prevendita comprese tra 22 e 33,7 milioni di dollari. Tuttavia, 19 dei 49 lotti offerti sono rimasti invenduti, per un tasso di vendita del 61%. Il totale complessivo è stato inferiore anche alla stessa asta dello scorso gennaio, che ha realizzato 28,8 milioni di dollari.

La sessione mattutina ha avuto un inizio promettente, con i primi due lotti che hanno raggiunto le rispettive stime massime. La composizione a due pannelli di Nardo di Cione, XIV secolo, a tempera e fondo oro rappresentanti la «Madonna Annunciata» e l’«Arcangelo Gabriele» è stata venduta a un offerente telefonico per 1 milione di dollari, seguiti dall’«Apostolo che tiene un libro» di Carlo Crivelli del XV secolo, anch’esso a tempera e fondo oro su pannello, passato di mano per 1,5 milioni di dollari. Entrambe le opere erano garantite da Sotheby’s e da terzi.

Ma i risultati delle altre opere suggeriscono che la riserva potrebbe essere stata abbassata sulla scia della scarsa performance di Christie’s. «Il Trionfo di Lucio Emilio Paolo dopo la battaglia di Pydna» di Giovanni di Ser Giovanni Guidi detto Lo Scheggia, è passato di mano per 825.500 dollari a fronte di una stima pre asta di 1-1,5 milioni di dollari. Il quadro era parte della collezione di opere di Herman Göring e venne restituita agli eredi del mercante d’arte Jacques Goudstikker nel 2006. Le offerte si sono accese per un’altra opera di Goudstikker, il doppio ritratto del XVI secolo del Maestro dell’Altare di Agilolphus, «Sant’Agricius di Treviri e Sant’Anno di Colonia», che ha raggiunto 1,1 milioni di dollari, andando al di sopra della sua stima di 300-500mila dollari.

Lo spigliato «Autoritratto con baffi rovesciati e mano sinistra alzata» di Sir Anthony van Dyck (1637-39) ha raggiunto l’obiettivo minimo di 2 milioni di dollari, passando di mano per 2,4 milioni di dollari diritti compresi, sostenuto da un’offerta irrevocabile. Non è andata meglio al suo rivale, l’«Autoritratto dell’artista da giovane» (1610-11) di Peter Paul Rubens. Il dipinto è stato aggiudicato a un’offerta lampo di 2,4 milioni di dollari contro una stima di 3-5. Il «Ritratto di Nancy Horton» di Sir Joshua Reynolds, disadeso (processo mediante il quale un’opera d’arte o un altro oggetto viene permanentemente rimossa dalla collezione di un museo per venderla, Ndr) dal Metropolitan Museum of Art a beneficio del suo fondo di acquisizione, è stato venduto a Edmondo Di Robilant per 571.500 dollari a fronte di una stima di 600-800mila dollari. Il Met lo aveva acquistato nel 1945.
«Ritratto di Nancy (nata Parsons) Horton poi viscontessa Maynard», di Sir Joshua Reynolds © Sotheby’s
Gli olandesi sono stati molto richiesti, come dimostra un’altra opera della collezione di J.E. Safra, «Navi sulla Boven-Merwede con Gorinchem in lontananza» di Salomon van Ruysdael, firmata sul trincarino dell’imbarcazione in primo piano e datata 1659 sul bordo di poppa, che ha raggiunto i 2 milioni di dollari. Ma anche il lotto successivo, l’affollato olio su tavola di Adam Willaerts «Navi olandesi al largo di una costa rocciosa con una pescheria sulla spiaggia» (1620), è stato venduto al mercante londinese Johnny van Haeften per una cifra che rientra nella stima di 330.200 dollari.

Tuttavia, i pochi punti di forza della settimana non sono riusciti a superare il senso di delusione che si respirava nella sala dopo la prima sessione di «Master Paintings and Sculpture» di Sotheby’s.

Mentre la folla lasciava la sala della sessione mattutina, un noto mercante londinese ha punzecchiato il braccio di questo giornalista dicendo: «Ho quattro parole per te: asta migliore, migliori risultati».

© Riproduzione riservata «San Giovanni Battista nel deserto» (XVII sec.), Artemisia Gentileschi © Christie’s «Enrico IV il Devoto, Duca di Sassonia, Margravio di Meissen» di Lucas Cranach il Vecchio © Christie’s Images Ltd. «Apostolo che tiene un libro», Carlo Crivelli © Sotheby’s
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