Theimer campione d’inattualità

A Foligno una rassegna in tre luoghi per l'artista moravo che cerca una sacralità con rimandi all’antico

«Monumento a Théodore Gericault» di Ivan Theimer
Stefano Miliani |  | Foligno (Pg)

Cerca una sacralità con rimandi all’antico, Ivan Theimer. A Foligno dove ha due sculture, la fontana «Ricordo del dolore umano» ed «Ercole con l’obelisco (Monumento a Giuseppe Piermarini)», l’artista moravo fino al 30 gennaio ha una rassegna in tre luoghi, «Sacro e Mito», organizzata dagli Amici dell’Abbazia di Sassovivo con più enti.

Il curatore Italo Tomassoni definisce Theimer «un campione di inattualità, classico, romantico, simbolista, decadente» che crea «opere legate a temporalità sovrapposte». Nel complesso abbaziale sopra il paese l’artista raccoglie obelischi in bronzo e, tra altri pezzi, una scultura con «angeli in caduta» sorretta da una tartaruga. A Palazzo Trinci ha bozzetti, anche in pietre preziose, disegni preparatori, carnet di viaggi. Il Museo Capitolare Diocesano espone dipinti, sculture e, nella cripta della Chiesa di San Feliciano, bozzetti della sua fontana.

Theimer, nato nel 1944 a Olomouc, oggi Repubblica Ceca, dopo l’invasione sovietica del 1968 andò a Parigi dove vive (oltre che a Pietrasanta in Versilia. Nel catalogo (Fabrizio Fabbri) la presidente dell’associazione Roberta Taddei elogia «la sottesa spiritualità del suo lavoro che non attinge ad una concezione teologico-religiosa definita ma piuttosto ad una presa di posizione etico-filosofica di fronte all’esperienza stessa dell’esistenza».

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