The Others: novità e internazionalità

La nuova sede ha ospitato oltre quaranta gallerie e spazi di artisti indipendenti

Uno stand alla nona edizione della fiera The Others
Carlotta de Volpi |

Torino. Dal 31 ottobre al 3 novembre, entrando nel cortile dell’ex Ospedale Militare Alessandro Riberi è stato impossibile non imbattersi nel «Teddy Bear» di Simone Benedetto, un enorme orsacchiotto dal manto nero, non di morbida pelliccia, ma formato da 6.500 armi di plastica. Questa scultura, proposta dalla galleria torinese davidepaludetto | artecontemporanea, ha accolto i visitatori della nona edizione di The Others. La direzione artistica di Lorenzo Bruni ha dunque puntato sulla novità e sull’internazionalità, riuscendo ad «abbattere i confini tra opera e spettatore», filosofia che da sempre connota la manifestazione ideata da Roberto Casiraghi.

La nuova sede, tre edifici gemelli in stile liberty e una vasta zona all’aperto, è stata molto apprezzata, e ha ospitato oltre quaranta gallerie e spazi di artisti indipendenti provenienti da 15 paesi. Tre le sezioni: Main, Expanded Screen e
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