Testa a testa: lo spot anticipa l’arte

Una veduta dell'allestimento della mostra al Mart. Nella teca: Caballero e Carmencita, creati da Armando Testa nel 1965.  Collezione Gemma de Angelis Testa. Foto di Jacopo Salvi
Vincenzo de Bellis |

In occasione del centenario della nascita, il Mart di Rovereto dedica una mostra ad Armando Testa (Torino, 1917-92), il più celebre e amato pubblicitario italiano del XX secolo. Dal 22 luglio al 15 ottobre, la rassegna «Tutti gli “ismi” di Armando Testa» (catalogo Electa), a cura di Gianfranco Maraniello con Gemma De Angelis Testa, in un allestimento che include 150 opere tra estratti di interviste e filmati di repertorio, sculture, manifesti, video, fotografie, pubblicità, spot televisivi, bozzetti, quadri e installazioni, testimonia il dialogo tra uno dei maggiori comunicatori italiani e il panorama culturale a lui contemporaneo, soffermandosi sulle influenze dei grandi maestri dell’arte moderna internazionale.
Il brano che segue è tratto dal saggio «Pensare per oggetti, oggetti per pensare, ovvero l’arte di Armando Testa» di Vincenzo de Bellis, pubblicato nel libro Armando Testa. La sintesi
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Armando Testa in una foto del 1980 di Gemma De Angelis Testa Armando Testa, «Icaro», 1988, collezione Gemma De Angelis Testa Una veduta dell'allestimento al Mart. In primo piano: Punt e Mes, 1960.  Al centro della sala: Punt e Mes Totem, 1960, Collezione Agenzia Armando Testa. Foto di Jacopo Salvi Una veduta dell'allestimento al Mart. Foto di Jacopo Salvi
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