Tengono i grandi nomi del moderno, tira l’ultracontemporaneo

Alle vendite newyorkesi di Sotheby’s, Phillips e Christie’s sono i compratori giovani che fanno la differenza, spingendo l’arte nuova-nuova a livelli talvolta imprevedibili

«Revolution Counter Revolution», di Charles Ray, venduto da Christie’s. © Christie’s Images Ltd 2022
Elisa Carollo |

La Paul G. Allen collection aveva già superato il miliardo di fatturato, ma le consuete aste newyorkesi di novembre sono poi proseguite nella settimana dal 14 al 18 con altrettanti lotti da milione e record, confermando una resilienza generale del mercato, soprattutto quando ci sono consegne di grande qualità, nonostante lo spettro della recessione.

Sotheby’s ha dato il via nella serata del 14 novembre con la collezione di David M. Solinger, figura centrale nella scena dell’arte newyorkese: chiusasi con il 100% di venduto con un totale di 137,8 milioni di dollari, l’asta è stata guidata da grandi nomi del Modernismo tra cui i numerosi Dubuffet fra i 2,5 e i 5,1 milioni di dollari (Solinger fu tra i primi americani a sostenere l’artista); i «Trois hommes qui marchent (grand plateau)» di Alberto Giacometti, acquistati direttamente presso l’atelier e volati a 30,1 milioni dopo 7 minuti di offerte guidate da Jeffrey Deitch; l’iconico Joan Miró da 17,7 milioni; l’Alexander Calder da 8,4 milioni e il top lot, un collage di de Kooning aggiudicato a 33,6 milioni.

La Modern Evening Sale a seguire si è poi aperta con il nuovo record per Elaine de Kooning a 1,07 milioni, Lee Krasner a 3 milioni, e altri lotti come il Brancusi a 6,2 milioni e il Mondrian a 51 milioni, oggetto di un contratto di garanzia. La serata si è chiusa con un incasso totale di 253,8 milioni di dollari e risultati per lo più entro le stime. La Day Sale il giorno successivo ha tenuto un ritmo sostenuto.

Il 15 novembre è stata la volta della 20th Century & Contemporary Art Evening Sale di Phillips, che ha raccolto in totale 139 milioni di dollari, dominata dallo spettacolare Cy Twombly a 41,6 milioni. Qui è stata confermata l’attenzione per l’ultracontemporaneo, con veri «wet paint» di opere solo recentemente acquistate presso gli atelier: richieste soprattutto artiste donne come Avery Singer andata a 1,7 milioni (stime 1,5-2), Loie Hollowell da 1,3 milioni, e María Berrío con il nuovo record di 1,6 milioni.

L’accattivante Anna Weyant è andata qui stranamente «solo» a 390mila dollari, ma entrano nel gruppo Ilana Savdie, volata a 176.600 (da stime di 50-70mila) e Danica Lundy aggiudicata a 189mila. Nella Day Sale Lucy Bull è balzata a 70mila (da stime di 20-30mila) o Cristina Banban da 95mila.

È toccato nuovamente a Sotheby’s, con una doppia Evening Sale il 16 novembre iniziata con 45,8 milioni per l’ultracontemporaneo di «The Now» andato sulla linea di Phillips con «pittura fresca» che vola soprattutto grazie a buyer asiatici (50%), come il Louis Fratino dipinto nel 2021 battuto a 580mila dollari.

A proseguire il monumentale Nara a 10 milioni di dollari e Nicolas Party da 1,8 milioni. Bene anche qui le donne con Christina Quarles a 1,6 milioni, il record di Barbara Kruger a 1,25 milioni e in chiusura María Berrío a 1,5 milioni.
La «Mappa» di Alighiero Boetti venduta da Sotheby’s. © Sotheby’s
Per il XXI secolo, la star della serata, il «White Disaster (White Car Crash 19 Times)», del 1963, di Andy Warhol è salito dopo solo 2-3 offerte a 74 milioni, sotto la stima di 80. Non sono volati nemmeno i de Kooning messo all’incanto dalla stessa famiglia. È andata invece come da stima a 8,8 milioni la mappa di Boetti di quasi 6 metri di larghezza.

Nella Day Sale attenzione confermata per alcune giovani artiste emergenti come Anna Park (81.900 dollari) e Dominique Fung (80mila). Christie’s ha poi chiuso il suo novembre newyorkese con le 20th- & 21st-Century Evening Sale del 17 novembre, che nell’insieme hanno portato altri 421,9 milioni di dollari (93% venduto).

Hanno rispettato le aspettative alcuni dei top lot come il profondo rosso Rothko aggiudicato a 17,5 milioni o il monumentale «Tutto» di Boetti andato entro le stime a 6,06 milioni, mentre l’Ernie Barnes è epicamente volato a 985mila dollari (stime 60-80mila). Delusione però per l’atteso ritratto del pugile Sugar Ray Robinson di Basquiat aggiudicato a 32,6 milioni, sotto l’iniziale stima di 35 milioni, e per il De Kooning del 1970 che ha fallito a trovare offerte sopra i 35 milioni, già garantiti dalla casa d’aste. Bene invece lotti come la giostra di Charles Ray a 2,1 milioni, l’«Horse/Bed» di Fischer a 1,1 milioni e il trenino argentato di Jeff Koons a 16,9.

Prosegue anche qui l’ascesa delle donne dell’ultracontemporaneo, con Anna Weyant che ha raggiunto gli 1,5 milioni, Shara Hughes a 1,5 milioni (da 500-700mila dollari delle stime), Njideka Akunyili Crosby a 4,7 milioni, mentre è andata a «soli» 604.800 dollari Christina Quarles, che da Christie’s non è riuscita a raggiungere il milione. Stesse tendenze anche nella Day Sale, per nomi come Ewa Juszkiewicz, Caroline Walker e Angels Agrela, e per artiste già storicizzate ma da poco riscoperte dal mercato come Lynne Drexler.

Nell’insieme, nonostante i tanti lotti sopra il milione, queste aste di novembre hanno rivelato una certa assenza di ossigeno per bluechip e grandi nomi del Modernismo che tendono ad atterrare entro le stime (o confermare le garanzie stabilite) a differenza dell’ultracontemporaneo per cui i compratori (soprattutto asiatici) sembrano avere elasticità per rialzi spesso folli e risultati sempre più imprevedibili.

Sebbene aste come quelle di Paul Allen e Solinger ci dimostrano che qualità e provenienza premia, la domanda è se i nuovi compratori, giovani, e soprattutto asiatici, a cui è destinato questo «passaggio», vorranno assorbire questo flusso di importanti opere di arte moderna e del dopoguerra che vedremo nei prossimi mesi, o continueranno a preferire e portare a rialzo coetanei dell’ultracontemporaneo, più vicini ai propri gusti e sensibilità.

© Riproduzione riservata «Untitled» (2005), di Cy Twombly, venduto da Phillips. www.phillips.com
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