Superbi pezzi da collezione

Giulio Benso, «La cacciata dei mercanti dal Tempio», Milano, collezione Giorgio Baratti
Chiara Stella |

Genova. Frutto di venticinque anni di studio a setacciare nelle collezioni private i dipinti liguri del Sei e Settecento, la mostra di Anna Orlando «Uomini e dèi. Il ’600 genovese dei collezionisti», al Palazzo della Meridiana dal 19 febbraio al 5 giugno, si annuncia come l’opportunità di vedere opere solitamente chiuse entro mura domestiche. Accompagnata da un catalogo edito da Sagep, con prefazione di Ezia Gavazza, saggio critico della curatrice e contributi di specialisti dei singoli pittori, funzionari della Soprintendenza o curatori di musei (R. Besta, L. Leoncini, A. Marengo, A. Manzitti, M. Priarone, M. Romanengo e D. Sanguineti), la mostra è anche l’occasione per un aggiornamento scientifico di un capitolo sempre aperto degli studi. Nonostante siano uscite dalla fine degli anni Novanta a oggi le monografie di pittori come Bernardo Strozzi, Gregorio De Ferrari, Valerio Castello, Andrea
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