Sulle tracce dell’Iran

Olga Scotto di Vettimo |  | Napoli

Per la sua prima personale in Italia l’iraniana Shadi Harouni (1985) presenta sino al 10 giugno un progetto pensato per gli spazi della Galleria Tiziana Di Caro e sviluppo di un lavoro che ha avuto inizio tre anni fa nelle cave delle montagne del Kurdistan. Attraverso diverse soluzioni estetiche, che esprime sotto forma di scultura, installazioni, video e monoprint, l’autrice, proveniente da una famiglia ebrea-curda e residente sin dall’adolescenza negli Stati Uniti, affronta la propria vicenda biografica e artistica in chiave politica.

La mostra si apre con una scultura della serie «Things». Apparendo come immagine bidimensionale incastonata in un muro della galleria, l’opera da un lato intende mettere in discussione l’idea stessa di scultura, dall’altra allude a un messaggio politico, facendo riferimento all’esigenza, da parte dei fuggitivi, di nascondere i propri oggetti. I «monoprint»,
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