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Sulle orme dell’imperatore

Dieci Comuni e undici borghi marchigiani per Federico II: un itinerario svevo da scoprire

Le mura del Castello di Pitino, San Severino Marche. Cortesia della Regione Marche

Il 26 dicembre 1194 a Jesi, in una tenda nella piazza che oggi porta il suo nome, nasceva l’imperatore Federico II di Svevia. Nelle Marche ha fatto erigere «insediamenti cinti da mura, monasteri, centri urbani, chiese e palazzi dove sono nate coraggiose figure, alcune di supporto e altre ostili all’imperatore», spiegano ai Musei Civici di Palazzo Pianetti jesini e alla Fondazione Federico II Hohenstaufen Jesi Onlus, dov’è stato presentato l’itinerario «Federico II e le Marche del Medioevo. Percorsi svevi da scoprire». Si tratta di un percorso che comprende dieci Comuni e undici borghi, un progetto realizzato sotto l’egida della Regione Marche che vede l’amministrazione jesina come capofila.

Il viaggio parte dal multimediale Museo Federico II «Stupor Mundi» e dall’omonima piazza di Jesi, per toccare le botteghe cartarie di Fabriano (il Comune fedele a Federico dove sorse la dinastia dei Chiavelli). Si prosegue a Matelica, con il Palazzo costruito da Ottone IV, esponente della dinastia sostenitrice dell’imperatore. Da qui, procedendo verso est, si raggiunge Treia, dove l’Accademia Georgica conserva i documenti sul vicario di Federico II, Corrado I d’Antiochia, che dopo essere stato catturato dalla città si vendicò con durezza. Poco più a sud, a Urbisaglia, vi è l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, protetta sia dall’imperatore sia dal figlio Manfredi.

Verso l’interno, sopra San Severino Marche, si staglia il castello dove iniziò l’ascesa politica di Fildesmido da Mogliano, sostenitore degli Svevi. Segue Camerino dalle antiche mura, che Manfredi devastò. Più a sud s’incontrano prima Sarnano, di cui fu signore il filoimperiale Rinaldo di Brunforte, e Ascoli Piceno, conquistata da Federico, terra natia del poeta Guglielmo Divini stimato dallo svevo. Infine i misteriosi e ammalianti Monti Sibillini, dove secondo la leggenda la Sibilla ha predetto la nascita di Federico II.

Spiega Romina Quarchioni, curatrice della Collezione di arte antica e moderna di Jesi: «L’itinerario porta a scoprire lo straordinario medioevo marchigiano e vuole richiamare pubblico in belle località, molte in aree del sisma». Aggiunge Franca Tacconi, vicepresidente della Fondazione: «L’iniziativa, molto proficua, coinvolge tutte le realtà che si occupano di percorsi culturali: solo con un gioco di squadra si possono ottenere vantaggi per i territori destinatari del progetto». Le tappe su cibo e vini sono a cura dell’Ime, Istituto Marchigiano di Enogastronomia.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 409, luglio 2020


  • L’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra a Urbisaglia. © Maurizio Paradisi
  • La Torre Onglavina a Treia. © Renato Gatta
  • Loggetta Ottoni a Matelica. © Renato Gatta
  • Il Museo della carta a Fabriano. © Maurizio Paradisi

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