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Opinioni

Studiare storia dell’arte a casa

Se usato correttamente, il web diventa un mezzo nuovo, utile e unico per fare ricerca

Pagine dal volume di Vincenzo Forcella

È come scoprire di avere un amico. Così è internet in questa assurda e drammatica situazione, che ci costringe a casa forzatamente, a non più frequentare biblioteche, archivi, fototeche, musei, chiese. Dovendo completare alcuni miei studi, sono stata presa dal panico e dallo sconforto.

Le regolari frequentazioni della Bibliotheca Hertziana, durante le quali incontravo colleghi con cui chiacchierare e con cui scambiare opinioni, le incursioni in quella solitaria ma indispensabile Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Palazzo Venezia, i sopralluoghi nelle chiese e nei musei per rivedere all’infinito le opere e scoprire sempre nuovi dettagli, tutto questo è diventato impossibile.

Nel chiuso della propria casa, internet diventa il mezzo che ci collega con il mondo. Già da tempo la rete è diventata uno strumento preziosissimo per gli studi, immagino di ogni tipo, e quindi anche per quelli di storia dell’arte, ma ora che sono costretta a non uscire ho dovuto rivolgermi con più acribia e insistenza alla rete e questa, ammetto con sorpresa e soddisfazione, mi ha risposto.

Ho scoperto ad esempio che tanti musei hanno ora pubblicato online i loro cataloghi con le relative fotografie. Ovviamente nessuna foto può sostituire la visione diretta di un’opera, ma poter esaminare immagini che possono essere ingrandite per vedere i minimi dettagli è un’esperienza fantastica, di grandissima utilità e anch’essa insostituibile perché la visione diretta non sempre permette di entrare nei meandri nascosti di un dipinto o di una scultura.

Questo succede generalmente con i musei stranieri; in Italia sono ancora pochissimi quelli che offrono tale servizio: gli Uffizi, l’Istituto Centrale per la Grafica, i Musei Vaticani e pochi altri. Questa potrebbe essere l’occasione per procedere alla catalogazione online di tutti i musei italiani, sarebbe davvero utile approfittare di questa opportunità, dimostrando la voglia di andare avanti e di trasformare in positivo ciò che è negativo.

Se non è possibile vedere un’opera nel sito del museo, ecco che supplisce il web con una miriade di immagini anche di opere meno note, copie, incisioni, monete ecc. È quindi possibile stabilire confronti, verificare le citazioni, ricevere delle suggestioni e, se ancora nel web non fosse rintracciabile un’opera, subentra la cortesia dei colleghi dei vari musei sparsi nel mondo. Quando ho chiesto un’informazione, una foto, un dettaglio, ho sempre ricevuto una risposta, sempre cortese, sempre di grande aiuto.

I cataloghi online dei musei forniscono tutti i dati tecnici, che a volte sono riportati nelle pubblicazioni in modo errato. Ma ciò che mi ha sorpreso ancora di più è scoprire quanti testi si trovano online: le fonti e le pubblicazioni rare che anche in biblioteca sarebbe difficile consultare. Leggere come se le avessi a casa le guide di Roma del Seicento, il Titi, il Martinelli, o le biografie degli artisti come il Pascoli e il Passeri, o testi fondamentali come i volumi del Forcella che riportano tutte le infinite iscrizioni delle chiese di Roma: è una emozione che non smette mai di sorprendermi.

In effetti, se il web viene usato correttamente diventa un mezzo nuovo, utile e unico per fare ricerca. E ancora, posso accedere ai periodici dell’inizio secolo o a testi recenti pubblicati online grazie a siti come Academia.edu o Jstor. O ancora, scoprire che il Servizio Prestiti della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte è disponibile ad effettuare scansioni di articoli o saggi per motivi di studio è una sensazione bellissima, perché senti di avere un sostegno, una vera collaborazione.

È un servizio pubblico prezioso, che è giusto e doveroso sottolineare. In altri casi, quando non ci sono altre soluzioni, ci si può rivolgere alle agenzie che, dietro compenso, scansionano l’articolo richiesto e lo inviano con grande celerità e quindi è possibile leggerlo comodamente a casa.

A tutto ciò vanno aggiunti i rapporti con i colleghi o i direttori di biblioteche e musei con cui è possibile stabilire un contatto, e le loro risposte mi fanno sentire meno sola e avverto un conforto e un aiuto che mi scalda il cuore e va oltre il mero aiuto di ricevere l’informazione richiesta.

È vero, sono sempre seduta al computer, mi manca il contatto con le persone, con i libri, con le opere, ma non posso negare che il web mi sta offrendo una possibilità di studio e ricerca che non avrei mai immaginato.

Maria Grazia Bernardini, edizione online, 7 maggio 2020


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