Stelle, fosforo e zolfo

Olga Scotto di Vettimo |  | Napoli

Fino al 19 dicembre Lia Rumma ospita una personale di Gilberto Zorio (Andorno Micca, Biella, 1954)

La mostra si apre con «Scala aggettante» (2015), in cui si assiste a una reazione chimico-alchemica degli elementi (zolfo e rame) a contatto con l’acqua.

Nella stessa sala è esposto «Il brindisi del marrano» del 2015, vero e proprio gioco meccanico e chimico: spingendosi  verso la cima di una scala, un otre (il marrano, in spagnolo «maiale» nel senso dispregiativo del termine, che infatti veniva utilizzato per qualificare ebrei e musulmani) raggiunge con un potente sibilo una coppa di pyrex contenente del fosforo che «si illumina e diventa portatore di memoria» (Zorio).

Sulla parete in fondo, invece, è collocata «Pergamena di luce» (2015), stella di alluminio, immagine cosmica e ricorrente nel repertorio dell’artista, sovrapposta a una pergamena oltre la quale sono visibili tracce di fosforo, proiezioni
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