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Mostre

Städel collezionista enciclopedico

Il banchiere tedesco amava anche il disegno: lo testimoniano 95 fogli in mostra nel «suo» museo

«Quattro studi di mano destra» (1588-89 ca) di Hendrick Goltzius (particolare), Francoforte, Städel Museum. Foto: Städel Museum

Grazie al lascito della sua collezione d’arte privata, Johann Friedrich Städel (1728-1816), businessman e banchiere di Francoforte, gettò le fondamenta per uno fra i più prestigiosi musei in Germania: lo Städel Museum. Collezione, quella del magnate tedesco, che comprendeva non solo dipinti e stampe, ma oltre 4.600 disegni. Ora, per la prima volta, il comitato scientifico del museo ha potuto ricostruire quasi nella sua interezza il lascito originario (di cui, all’epoca, non venne mai redatto un inventario completo), identificando circa tremila disegni che oggi fanno ancora parte della collezione permanente. «Un progetto di ricerca onnicomprensivo permette ora di illuminare le tenebre nelle quali era immersa la collezione di disegni di Städel, dichiara Philipp Demandt, direttore dell’istituzione.

Quasi tutti i disegni, in precedenza mai catalogati in modo sistematico, adesso sono stati identificati. Strada facendo abbiamo potuto riapprezzare e riesaminare la vibrante storia della collezione e scoprire i contatti di Städel in tutta Europa: il che ci ha fornito punti di vista intimi sul suo modo di pensare e, di conseguenza, sul concepimento del museo stesso».

Fino al 16 agosto, il museo di Francoforte presenta una selezione di 95 disegni dalla collezione del fondatore, che coprono un arco temporale di tre secoli (dal 1500 al 1800). «Mentre andavamo avanti nella nostra ricerca è divenuto evidente come Städel avesse accumulato i propri disegni secondo un principio collezionistico enciclopedico», spiega il curatore Joachim Jacoby. Principio mantenuto nell’esposizione stessa, per cui opere su carta di Raffaello, Correggio, Primaticcio, Watteau, Boucher, Fragonard, Dürer, Goltzius, Rembrandt, De Wit e molti altri sono organizzati secondo «scuole europee». Fra i capolavori in mostra, un disegno di una cariatide di Raffaello del 1520 circa e un uomo con leone di Dürer (1517).

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 409, luglio 2020



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