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Umberta Gnutti Beretta: «Non so se sarà una realtà che durerà nel tempo; di certo gli Nft sono rappresentativi di questo momento storico»

AES+F , «Psychosis, Pill Rain», 2018
Michela Moro |

Umberta Gnutti Beretta è una collezionista appassionata, oltre che una sostenitrice dell’arte. Ha da poco iniziato una collezione destinata al figlio Carlo, e dopo aver acquistato artisti contemporanei classici, da Warhol a Marina Abramovic, passando per Tom Sachs, Miles Aldridge, Taryn Simon, i Chapman, Cattelan e Marc Newson, è stata folgorata dagli Nft.

Dopo un’attenta ricerca ha individuato in Michael La Burt il creator che faceva al caso suo. La Burt è un regista pluripremiato, i cui film e video musicali hanno raccolto decine di milioni di visualizzazioni, e che lavora con marchi come Adidas, Reebok, Louis Vuitton e Yohji Yamamoto, tra gli altri.

Troppo impegnato per volare oltreoceano, ha diretto per l’opera in questione non solo la famiglia Beretta, ma ha stretto una collaborazione con Luca Finotti, stella nascente dei fashion movies, per la realizzazione che ha richiesto quasi un mese di lavoro.

«Vedrò il risultato tra un paio di settimane, precisa la collezionista, ma nel frattempo mi sono un po’ drogata di Nft e su SuperRare ho comprato “Psychosis, Pill Rain” un lavoro degli AES+F con delle pillole che scendono dal cielo esplodendo, che è già nella collezione». Essendo un’opera digitale, nonostante sia di proprietà di Umberta Beretta è comunque visibile sulla piattaforma.

«Ho scelto di aggiungere gli Nft alla collezione di Carlo perchè, anche se non so se sarà una realtà che durerà nel tempo, di certo sono rappresentativi di questo momento storico, e mi pareva giusto che trovassero posto in una collezione giovane», conclude.

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