SPECIALE BIENNALE | Gli eventi collaterali

Tra i 21 accreditati dalla Biennale Baselitz, Immendorff e Pascali

Da sinistra: «If This Then Else» di Philippe Parreno e «Untitled» di Jörg Immendorf, 2006. © The Estate of The Artist. Courtesy Michael Werner Gallery, New York, Londra e Märkisch Wilmersdorf
Veronica Rodenigo |  | Venezia

Gli eventi collaterali ufficiali, contrassegnati dal leoncino alato rosso, sono ventuno, distribuiti tra musei, fondazioni, palazzi, Università, chiese e docks all’Arsenale. Alle Gallerie dell’Accademia (dove fino al 14 luglio è esposto il delicatissimo disegno dell’«Uomo Vitruviano» di Leonardo) c’è il tedesco Georg Baselitz (1938), con un’ampia retrospettiva con dipinti, disegni, grafiche e sculture che indagano il suo rapporto con il nostro Paese e la tradizione accademica.

Un’altra monografica è alla Fondazione Querini Stampalia. S’intitola «Jörg Immendorff: Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die», è curata da Francesco Bonami e analizza il tema dell’auto rappresentazione, cruciale nell’opera l’artista. Per Immendorff (1945-2007) la pratica artistica è uno strumento di autoanalisi e di emancipazione dal debito formativo nei confronti del suo illustre maestro: Joseph
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