SPECIALE BIENNALE DI VENEZIA. I Padiglioni nazionali in città/2

Una veduta di «Murmuri», installazione sonora di Eve Ariza nel PAdiglione di Andorra. Foto di Jenny Dogliani
Jenny Dogliani |

ANDORRA
«Murmuri» è un'installazione sonora composta di migliaia di ciotole in terracotta, realizzata dalla giovane Eve Ariza per il padiglione del piccolo principato. Tra le prime forme modellate dall'umanità, le ciotole rappresentano la ricerca di un linguaggio universale. In sottofondo, un suono lieve e sussurrato invita alla meditazione e alla condivisione di valori ed esperienze tra tutte le razze umane, rappresentate dai diversi colori di argilla.
Dove: Istituto Provinciale Santa Maria della Pietà, Castello 3701- «Murmuri»

MONGOLIA
Cinque artisti di diverse generazioni riflettono sui cambiamenti che attraversano la Mongolia e il suo popolo, nomade per tradizione. Tra le opere esposte un esercito di bizzarre creature ibride in bronzo, metà fucili e metà uccelli, realizzate da Chimeddorj Shagdarjav, classe 1954. Schierati in un serrato stormo pronto alla migrazione, i fucili in sè sono oggetti
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Una veduta del padiglione della Mongolia. Foto di Jenny Dogliani Le gigantesche tartarughe dipinte delle Seychelles. Foto di Jenny Dogliani Una veduta del Padiglione dello Zimbabwe. Foto di Jenny Dogliani Una veduta di «Murmuri», installazione sonora di Eve Ariza nel PAdiglione di Andorra. Foto di Jenny Dogliani Le creature ibride di Chimeddorj Shagdarjav, metà uomini e  metà fucili, nel padiglione della Mongolia. Foto di Jenny Dogliani Le creature ibride di Chimeddorj Shagdarjav, metà uomini e  metà fucili, nel padiglione della Mongolia. Foto di Jenny Dogliani Una veduta del Padiglione dello Zimbabwe. Foto di Jenny Dogliani Una veduta del Padiglione dello Zimbabwe. Foto di Jenny Dogliani Una veduta del Padiglione dello Zimbabwe. Foto di Jenny Dogliani
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