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Sotheby's Old Master: il trionfo delle donne

Nelle aste di fine mese Sotheby’s punta su artiste tra Cinque e Ottocento, ma spicca un Gentileschi su alabastro

«Natura morta con vaso di vetro, vari frutti, un fiore di gelsomino e una cavalletta», di Fede Galizia. © Sotheby's

New York. La settimana di vendite di Old Master in programma a fine gennaio da Sotheby’s si tinge di rosa. Con un’oculata operazione mediatica la casa d’aste ha infatti scelto di valorizzare la presenza di dipinti e lavori su carta di artiste attive tra il XVI e il XIX secolo, riunite sotto la dicitura «The female triumphant».

Benché le opere siano proposte all’interno di tre diversi incanti, dal 30 gennaio al primo febbraio, i capolavori si concentrano nella vendita serale del 30, che vede fra i lotti di punta un’«Alzata di vetro con pesche, fiori di gelsomino, melacotogne e una cavalletta» di Fede Galizia (stima 1,8-2,6 milioni di euro), pittrice che contribuì a definire il genere della natura morta in Italia all’inizio del Seicento. Non si conoscono più di una ventina di suoi «still life», di cui quest’olio su tavola rappresenta un felice esempio, abbinando un’innovativa resa compositiva al naturalismo descrittivo.

Dell’apprezzata ritrattista della nobiltà europea Angelika Kauffmann è presente un delicato olio su tela, proveniente da un’importante collezione americana, che ritrae tre fanciulli della dinastia inglese degli Spencer, ovvero Lady Georgiana, Henrietta e George, visconte di Althorp (530-705mila). Fu invece ritrattista della giovane regina Maria Antonietta Elisabeth Vigée Le Brun, qui presente con un pastello che immortala l’aristocratica irlandese Lady Perceval (132-220mila).

In asta un altro nucleo di rilievo è composto da opere di artisti olandesi del Cinquecento e Seicento, fra cui spicca «Il banchetto degli dei» di Joachim Anthonisz Wtewael (4,4-6,2 milioni), un olio su rame di dimensioni contenute che rientra pienamente nell’ambito del Manierismo olandese, testimoniando l’inventiva e l’abilità coloristica dell’autore. Alla metà del XVII secolo risale invece una marina di Jan van de Cappelle, un raro olio su tavola di uno dei principali vedutisti sull’acqua olandesi dell’epoca (3,5-5,3 milioni).

Fra i fondi oro sono presenti Taddeo Gaddi, con un’opera della maturità (1345-50 ca), un pannello raffigurante sant’Antonio Abate (705mila-1,1 milioni), presumibilmente parte di un polittico un tempo custodito nella chiesa fiorentina di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio. Sempre fra gli italiani c’è attesa anche per lo scenografico dipinto su alabastro di Orazio Gentileschi «La caduta degli angeli ribelli» (2,2-3,1 milioni), opera sconosciuta fino al 2009 e subito attribuita dagli studiosi con una datazione intorno al 1601-02.

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


  • «Il banchetto degli dei», di Joachim Anthonisz. Wtewael. © Sotheby's

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