Sogni di celluloide

La settima arte in mostra al Lacma

Un frame dal film «Exposition Universelle» (1900), Gaumont. Document GP Archives, Collection Gaumont
Viviana Bucarelli |  | Los Angeles

Nel pieno del fulgore della Belle Époque, l’età dei sogni e dell’ottimismo, quando Parigi era in fermento per le nuove tecnologie e per i progressi della scienza senza precedenti (Thomas Edison illuminava il mondo e Louis Pasteur ci salvava dalle epidemie con i primi vaccini), i fratelli Louis and Auguste Lumière crearono il più grande spettacolo mai visto. In una sala buia, il pubblico ammaliato e attonito assisteva allo svolgersi, davanti ai suoi occhi, di una storia raccontata attraverso delle immagini in movimento: il cinema. Ma la Belle Époque fu anche un’epoca straordinaria di transizione nel mondo dell’arte, tra Impressionismo, Post-Impressionismo e Simbolismo che anticipò i turbamenti, le contraddizioni e le complessità del XX secolo.

La mostra «City of Cinema: Paris 1850-1907» (fino al 15 maggio), organizzata dal LACMA di Los Angeles assieme al Musée d’Orsay di Parigi, esplora questo contesto complesso e meraviglioso in cui il cinema emerse. Con un approccio interdisciplinare, combina oltre 190 oggetti tra pitture, tra cui Nel palco (1878) di Mary Cassat, sculture, fotografie, giocattoli, film dell’epoca e poster, come Folies-Bergère, La Loïe Fuller (1893) di Jules Chéret. «Attraverso una varietà di oggetti di vari media, molti dei quali mai visti negli Stati Uniti, la mostra parla di un’importante storia di innovazione e sperimentazione che porterà poi un giorno alla storia del cinema a Los Angeles», ha detto Britt Salvesen, co-curatrice. La mostra «si sofferma anche a esaminare il pubblico delle diverse arti visive che contribuirono a ridisegnare le tradizionali gerarchie tra i vari media», ha aggiunto Leah Lehmback, l’altra co-curatrice della mostra.

Organizzata in quattro sezioni, presenta le strade di Parigi intese come il soggetto cinematografico più affascinante grazie alla moltitudine dei suoi abitanti; prosegue con il racconto dei diversi luoghi di spettacolo, dal cabaret al vaudeville, dal circo al teatro, e del loro pubblico che, contemporaneamente, diventerà anche il pubblico del cinema; a seguire si occupa di coloro che crearono le storie per il cinema; e si conclude con la salle du cinema e la proiezione di una serie di documentari prodotti per questa occasione.

«La mostra è espressione dell’impegno del museo a voler raccontare la storia del cinema, in questo caso con un’esposizione sulla preistoria di Hollywood e di Los Angeles. Assieme al Musée d’Orsay vogliamo presentare una mostra che parli del cinema come momento culminante dell’arte del XIX secolo e come precursore, al tempo stesso, di quella del XX e del XXI», ha detto la Lehmbeck.

© Riproduzione riservata Un frame dal film «La Statue» (1905) di Alice Guy-Blaché, Gaumont «Le dôme central de la galerie des machines à l’exposition universelle de 1889» (1890) di Louis Béroud, Musée Carnavalet, Histoire de Paris, @ www.parismuseescollections.paris.fr Britt Salvesen, co-curatrice della mostra al LACMA di Los Angeles Leah Lehmbeck, co-curatrice della mostra al LACMA di Los Angeles
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