Shirley Jaffe, un’americana a Parigi

Il Musée national d’art moderne celebra la pittrice astratta in una retrospettiva itinerante: dopo Parigi, la mostra si sposterà a Basilea e Nizza

«All Together» (1995) di Shirley Jaffe © Adagp, Paris 2022
Luana De Micco |  | Parigi

Shirley Jaffe, figura di spicco dell’Espressionismo astratto, era l’americana a Parigi. Non senza provocazione, osservano dal Centre Pompidou.

Nata in New Jersey nel 1923, faceva parte di quel gruppo di artisti statunitensi stabilitisi in Francia nel dopoguerra: affermava di aver scoperto Pierre Bonnard a New York e Jackson Pollock a Parigi.

Nella capitale francese si avvicina a Jean-Paul Riopelle, Jules Olitski, Al Held e nel 1958 le sue tele sono esposte al Centro culturale americano accanto a quelle di Sam Francis e Kimber Smith. Poi, a partire dal 1963-64, con un gesto radicale, volta le spalle all’Espressionismo astratto per seguire la sua strada.

Crea un linguaggio personalissimo, seguendo il corso di una pittura più geometrica, più disegnata, fino alle grandi tele della maturità con forme libere e bianchi intensi.

È morta a 93 anni, nel 2016, nella sua città d’adozione. Allo Stato francese ha lasciato 12 tele, nelle collezioni del Centre Pompidou dal 2019 e ora esposte nella mostra «Shirley Jaffe. Un’americana a Parigi», presentata dal 20 aprile al 29 agosto al Musée national d’art moderne.

Nella Galerie d’art graphique del museo sono esposti gouache, documenti di archivio inediti e quaderni di appunti dalla biblioteca del Pompidou. Dopo Parigi, la mostra sarà al Kunstmuseum di Basilea (25 marzo-30 luglio 2023) e al Musée Matisse di Nizza (11 ottobre 2023-8 gennaio 2024).

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