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Una struttura «telescopica» si srotola a New York

The Shed visto dall’High Line. Foto Brett Beyer. Project Design Credit: Diller Scofidio + Renfro, Lead Architect, and Rockwell Group, Collaborating Architect

The Shed, l’edificio che si apre il 5 aprile, sorge al confine occidentale di Manhattan, nel punto in cui High Line e Hudson Yards si incontrano, e mira a essere l’istituzione culturale più flessibile al mondo. «È in parte un museo, ma anche un centro per le arti e lo spettacolo, così come un luogo per eventi pop up, uno spazio che garantirà la parità tra tutte le espressioni artistiche, e sarà rivolto a ogni tipo di pubblico», afferma il direttore Alex Poots. Il progetto non profit che commissiona, sviluppa e propone eventi e attività che spaziano dalle arti visive alla cultura popolare, si trova in un nuovo scintillante edificio da 475 milioni di dollari.

Ideato da Diller Scofidio + Renfro con il gruppo Rockwell e situato al di sopra della ferrovia West Side, l’edificio di otto piani consta di un involucro telescopico che può essere srotolato su ruote nella piazza esterna di The Shed. Inoltre, raddoppia l’impatto visivo di The Shed e fornisce un altro spazio controllato per quanto riguarda il suono e la temperatura, adibito per performance e mostre. Il tutto si aggiunge al teatro dell’edificio, a due grandi gallerie, uno spazio per le prove e un «laboratorio creativo».

The Shed faceva parte di un accordo con gli imprenditori edili nel 2005 da parte dell’amministrazione dell’ex sindaco Michael Bloomberg, che intendeva creare uno spazio pubblico accanto ai lussuosi condomini, negozi e ristoranti appartenenti al progetto Hudson Yards. Nel 2008 la città di New York aveva aperto un bando per la creazione di una struttura culturale non profit, per la quale aveva stanziato 75 milioni di dollari dei 550 milioni di capitale necessari. Tale campagna ad oggi ha ottenuto 500 milioni di dollari grazie a fondi privati aggiuntivi.

The Shed completa la collana di istituzioni che si snodano lungo la High Line, un complesso che attrae 7,5 milioni di visitatori all’anno e che include il Whitney Museum, il Kitchen, la Dia Art Foundation (al momento in fase di ristrutturazione) e la Hill Art Foundation. Poots ha coinvolto il curatore Hans Ulrich Obrist nel comitato di programmazione di The Shed, in qualità di consigliere senior. Entrambi hanno previsto per il primo anno di The Shed una ventina di progetti. Da aprile a giugno viene presentata una mostra inaugurale che sintetizza i lavori del pittore tedesco Gerhard Richter insieme alla musica del compositore estone Arvo Pärt e del musicista statunitense Steve Reich. Richter ha progettato installazioni immersive per due degli spazi espositivi; in uno si esibirà un coro a cappella con un pezzo di Pärt, mentre nell’altro verrà presentato un nuovo pezzo orchestrale dal vivo di Reich. Il biglietto da 25 dollari comprende la visione di un nuovo film dell’artista concettuale Trisha Donnelly.

L’artista e regista inglese Steve McQueen esplora invece il mondo della musica con Soundtrack of America, una genealogia di musica afroamericana, dal genere spiritual fino al trap. Con una squadra capeggiata dal leggendario musicista, compositore e produttore statunitense Quincy Jones, l’esibizione si svolge ad aprile. Si prevede anche uno spazio per Open Call, un’iniziativa aperta alle nuove proposte di 52 artisti emergenti provenienti dai cinque borghi di New York, e Maze, una produzione teatrale che mette in scena la street dance insegnata in 20 scuole pubbliche e centri comunitari della città.

Hilarie M. Sheets, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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