Settant’anni veloci

Silvano Manganaro |  | Roma

L’Istituto Svizzero festeggia i suoi settant’anni con una nuova squadra e grandi ambizioni, prima fra tutte quella di «far convivere la modernità con la storia, avvicinare l’arte e la scienza». Questi almeno gli intenti della neonominata direttrice Joëlle Comé (in carica dal primo agosto) e dell’head curator Samuel Gross, ideatore della mostra «La velocità delle immagini», in corso al primo piano dell’istituto fino al 21 gennaio.

Nella splendida cornice di Villa Maraini, nove artisti si «confrontano» con un’opera di Giacomo Balla di proprietà dell’istituto: «Paesaggio - sensazione di cocomero» (1918). O, almeno, è da lì che il curatore fa partire una serie di riflessioni sul concetto di modernità e di velocità, quest’ultima intesa come rapidità con le quali le immagini si diffondono e circolano a livello globale, divenendo strumento artificiale nelle mani degli artisti.

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