Sessantotto all'italiana

Eventi e mostre in undici città, ma il sud per il momento latita

Uan delle fotografie esposte nella mostra «Dreamers» al Museo di Roma in Trastevere: Opere occultate in segno di protesta alla XXXIV Biennale di Venezia, giugno 1968. Venezia, ASAC
Alessandro Martini |

Un po’ alla spicciolata, senza il coordinamento che in Francia ha portato addirittura alla creazione un sito web comune a tutte le iniziative (soixantehuit.fr), anche l’Italia ricorda il Sessantotto con eventi e mostre, alcune delle quali già concluse come, a Milano, «Arte ribelle. 1968-1978» (Galleria del Credito Valtellinese, fino al 20 gennaio scorso) e «Che Guevara. Tú y todos» e «Revolution. Musica e ribelli 1966-70» (Fabbrica del Vapore, fino a inizio aprile). Senza contare quelle dedicate alla cultura «beat» come «Kerouac. Beat Painting» (Gallarate, Ma*Ga, fino al 22 aprile) e «A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia» (Brescia, Santa Giulia, fino al 18 febbraio).

A Genova, «Gli anni del ’68. Voci e carte dall’Archivio dei Movimenti» (Palazzo Ducale) si è addirittura tenuta l’anno scorso. Molte altre sono in corso, altre ancora sono annunciate. È
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