Sei gallerie nell'isola di Arturo

Opinioni su ITALICS e prospettive per il futuro prossimo di sei partecipanti

Igor Grubic, «Little quote lesson»
Riccardo Deni |  | Procida

«Il Giornale dell’Arte», alla vigilia della rassegna PANORAMA, la mostra diffusa promossa da ITALICS, che si svolge dal 2 al 5 settembre nell'isola di Procida, ha raccolto aspettative e progetti di sei partecipanti, ponendo a ciascuno queste domande:

1. Che cosa pensa dell’esperienza di ITALICS in questa Italia e nel mondo di oggi?
2. Quale progetto porta a Procida per PANORAMA?
3. Che cosa si aspetta dalla seconda metà del 2021, quali sono le sue strategie e quali appuntamenti ha in programma?


Francesca Kaufmann e Chiara Repetto (kaufmann repetto art gallery)

1. ITALICS ci ha dato l’occasione di conoscere meglio i colleghi, di sentirci più uniti e di lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Questo tipo di impegno collettivo che guarda al di là degli interessi personali sarà un approccio utile per molte altre sfide che ci attendono.

2. Procida è un luogo davvero speciale, e per questo motivo abbiamo deciso di partecipare con un’azione performativa ideata da Adrian Paci. L’artista parte dall’osservazione che spesso, nei piccoli paesi, a una particolare ora del giorno si usa prendere una sedia dalla propria casa per portarla all’esterno, nello spazio pubblico e condiviso della strada. Paci propone allora nel pomeriggio del 4 settembre la performance «21 Chairs», invitando abitanti dell’isola, passanti e ospiti casuali a generare una piccola comunità estemporanea attraverso un gesto semplice e un oggetto ordinario come la sedia.

3. Siamo felici di vedere parecchi segnali di ripresa nel mondo dell’arte. L’autunno 2021 prevede numerosi appuntamenti e molti nostri artisti stanno preparando mostre personali in musei internazionali, come ad esempio Simone Fattal all’Ica di Milano e alla Whitechapel Gallery di Londra, Andrea Bowers al Mca Chicago, Nicolas Party alla Kestner Gesellschaft di Hannover, Candice Breitz allo SFMoma di San Francisco, Thea Djordjadze al Gropius Bau di Berlino, Nina Canell alla GAMeC di Bergamo, Gianni Caravaggio alla Kunsthalle Reutlingen ecc. Alcuni sono appuntamenti che erano stati rimandati a causa della pandemia, altri sono nati nel corso dell’ultimo anno, dando prova del fatto che anche le istituzioni culturali hanno fatto di tutto per essere progettuali, per favorire l’esperienza dell’arte contemporanea da parte del pubblico. Poi ci saranno le fiere d’arte internazionali: parteciperemo a miart e Art Basel a settembre e poi ad Art Basel Miami a dicembre.


Ilaria Leoni (Galleria ERMES ERMES)
1. Sono molto felice che Ermes faccia parte del primo consorzio di gallerie Italiane. Per noi era molto importante cominciare un discorso collettivo, condividere punti di vista e lavorare insieme per promuovere la scena del contemporaneo non solo in Italia ma anche all’estero.

2. Presenteremo due lavori dell’artista lituano Darius Mikšys, che ha ottenuto con il suo padiglione una menzione speciale alla Biennale di Venezia nel 2011. Abbiamo presentato la prima mostra personale di Mikšys con la galleria nel mese di giugno a Roma e siamo molto onorati di poter rappresentare il suo lavoro.

3. Ci sono i primi segnali di una ripartenza e ne siamo felici. Per il momento siamo concentrati sul programma in galleria nel nuovo spazio di Roma. La prossima mostra sarà di un giovane artista del Kossovo, Brilant Milazimi.


Federica Schiavo (Schiavo Zoppelli Gallery)
1.
ITALICS tenta di superare difficoltà e reticenza degli italiani a fare sistema nella comprensione di come i cambiamenti possono essere raggiunti solo con un impegno condiviso. Nel periodo di stop forzato i galleristi hanno avuto la possibilità di condividere problematiche presenti anche prima della pandemia ma mai affrontate insieme e ora ancora più urgenti. Posso riassumere le principali in:
- Ruolo delle gallerie di primary market nel sistema culturale Paese. La dimensione pubblica è fondamentale e continua a essere in Italia carente. L’obiettivo principale di ITALICS è produrre un cambio di percezione e posizionamento permettendo alle gallerie di raccontarsi, con giusta causa, come centro di produzione culturale (e non solo di mercato) presente capillarmente sul territorio nazionale.
- Ruolo delle gallerie italiane nel mercato internazionale. Dobbiamo migliorare la nostra capacità di fare sistema e di comunicarci come tale per poter sostenere gli eccellenti contributi italiani nel panorama culturale internazionale.
- Sopperire alla mancanza di occasioni di approfondimento e discussione e quindi di creazione e divulgazione di fonti. È un’esigenza (ma anche responsabilità) che in passato si risolveva più facilmente grazie al contributo di molta critica che aveva l’abitudine di frequentare gli studi degli artisti, i galleristi, in generale il mondo della cultura per poi innescare una serie di discussioni e confronti che diventavano fonti importanti per la letteratura d’arte ma anche veicoli comunicativi di peso. Oggi spesso la reazione a quello che facciamo si risolve quasi totalmente in superficie.

2. Abbiamo scelto un gruppo scultoreo di Salvatore Arancio, «A Soft Land No Longer Distant», capace di creare un forte legame con l’isola. Il titolo fa riferimento a un lavoro di Louise Bourgeois del 1967 intitolato «Soft Landscape», ma gioca anche con l’espressione tecnica «soft landing», che indica l’atterraggio controllato e avvenuto con successo di un’astronave su un pianeta. In questo caso vuole ricordare l’arrivo dello spettatore di fronte a una mappa topografica distorta di un paesaggio immaginario e inverosimile. Le ambientazioni senza tempo sono caratterizzate da ruvide rocce vulcaniche invase da escrescenze indefinite e iridescenti provenienti da un remoto altrove.

3. Il 9 settembre inaugureremo una personale di Patrick Tuttofuoco e la settimana dopo parteciperemo a miart con un progetto di Svenja Deininger e Andrea Sala. E poi ci aspettiamo che il mondo riparta e che le persone non perdano il gusto, sperimentato nei mesi scorsi, di concedersi più tempo per approfondire ed elaborare un pensiero autonomo malgrado il bombardamento di comunicazioni di «superficie». Ma sarà un periodo importante per capire se c’è ancora posto per una piccola galleria di ricerca che sostiene i propri artisti senza avere la forza di influenzare il mercato dei principali protagonisti internazionali.


Alfonso Artiaco (Galleria Alfonso Artiaco)
1. ITALICS è un esperimento che ci consente di misurarci, attraverso il nostro lavoro, con contesti unici come possono essere i paesaggi italiani. Quest’idea è nata durante il primo lockdown ed è stata la molla per uscire dall’isolamento in cui eravamo costretti dalla pandemia, che ha portato alla necessità di trovare una nuova modalità e dimensione, che trovo più poetica nel nostro lavoro.

2. Ho voluto che la mia galleria fosse rappresentata da un artista italiano e con il curatore è stato selezionato Giulio Paolini con l’opera «Il cielo e dintorni» del 1988. Si tratta di un lavoro costituito da 18 bandiere e altrettante aste allestite al soffitto, sospese insieme a formare un intricato groviglio di tessuti e legno. Ciascuna bandiera reca su fondo bianco la riproduzione a colori di un particolare di un’opera d’arte antica o moderna, in cui appare un cielo in sottofondo oppure un elemento sospeso. I 18 particolari, che riprodotti sui drappi delle bandiere portano ancora più in alto i soggetti raffigurati, evocano metaforicamente la dimensione immateriale dell’immaginazione e dell’arte.

3. Penso che gradualmente ritorneremo all’agognata «normalità», ma devo dire che nonostante le difficoltà di questo lungo periodo sono contento di tutto il lavoro che è stato fatto in galleria. Dalla personale di David Tremlett inaugurata qualche giorno prima della chiusura di marzo 2020, a quella di Liam Gillick, Ann Veronica Janssens e Giulio Paolini fino alla collettiva tutt’ora in corso «La Bohème» curata da Eric Troncy, condirettore del Le Consortium di Digione, con 18 artisti internazionali che, eccezion fatta per Tursic & Mille, finora non avevo mai esposto in galleria. La prossima stagione espositiva inizierà con una personale di Thomas Hirschhorn, «I-nfluencer-Poster», che precede di poco la sua grande mostra al MaXXI di Roma, «The Purple Line», proseguendo poi con una mostra sui protagonisti della pittura tedesca curata da Christian Malycha e i progetti di Maria Thereza Alves, Vera Lutter e Anri Sala, per citarne alcuni.


Alessio Baldissera (Fanta-MNL)
1. Penso che in un momento delicato come questo ITALICS sia un bel segnale della volontà da parte di un gruppo di gallerie di fare squadra, confrontandosi e creando occasioni per la promozione del proprio lavoro e del territorio che le ospita.

2. Presentiamo un progetto di Noah Barker. L’opera «Pirate Play, an indeterminate duration of boat based broadcast» (2021) consiste in una trasmissione intermittente via radio sull’isola da una barca al largo di Procida. Il lavoro «Signal» (2021), installato sull’isola, evidenzia uno dei luoghi di ricezione del segnale radio.

3. La seconda metà dell’anno sembra caratterizzata per il momento da una grande voglia di ripartire da parte di tutti. Nello specifico per noi ci saranno diverse fiere che sono state posticipate e alle quali la galleria parteciperà con dei progetti nuovi e ambiziosi.


Corrado Gugliotta (LAVERONICA art gallery)
1.
La pandemia è stata un’esperienza inaspettata e ognuno di noi ha cercato di reagire in modo molto diverso. Penso però che le risposte individuali siano limitanti e che in momenti di crisi sia normale che una comunità si rivolga a sé stessa. Questo è accaduto a noi galleristi e grazie all’intraprendenza di alcuni colleghi è nato finalmente un progetto che ci racconta davvero. Provare a narrare le nostre storie all’interno del paesaggio che ci circonda e soprattutto farlo in prima persona. Questo è per me l’esperienza di ITALICS. Le potenzialità del progetto sono enormi.

2. Sono a Procida con Igor Grubic, un artista con cui lavoro da diversi anni e che è stato presente all’ultima Biennale di Venezia del 2019. Igor presenta due interventi: l’installazione «How too…» e la performance «Little quote lesson». Entrambe le opere sono legate al grande progetto «Another green world» curato da Adriana Rispoli e presentato nella Villa Comunale di Napoli la scorsa primavera. Si tratta di interventi di natura politico-poetica che mirano a coinvolgere e stimolare le coscienze dei partecipanti.

3. Il mio programma è davvero intenso e non vedo l’ora di ripartire definitivamente. Penso si tratti di un’aspirazione comune a tanti miei colleghi. La galleria parteciperà a Liste a Basilea con una personale di Daniela Ortiz. A novembre ritornerò ad Artissima, un appuntamento che per me è sempre speciale. Nella sede di Modica proseguirà sino a fine novembre la bellissima mostra personale di Giovanni De Lazzari. Ci saranno a breve alcune sorprese, che per il momento non posso rivelare, con l’introduzione di qualche nuovo artista nella galleria. Infine, sto già lavorando alla mostra di dicembre che sarà una riflessione sui fatti del G8 di Genova. Quest’anno ricorre il ventennale di una vicenda legata alla recente storia italiana che è stata molto importante per la mia generazione.

© Riproduzione riservata Giulio Paolini, «Il cielo e dintorni», 1988 «One and Twenty-Four Chairs», 2012, di Adrian Paci. Cortesia dell’artista e kaufmann repetto Milano/New York Salvatore Arancio, «A Soft Land No Longer Distant». Cortesia dell'artista e Schiavo Zoppelli Gallery, Milano. Foto: Danilo Donzelli Noah Barker, «Signal», 2021. Cortesia dell'artista Darius Mikšys, «Boiled», 2021. Cortesia dell'artista e ERMES ERMES
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