Segantini esploratore di volti umani

A St. Moritz un focus sulla poetica del pittore divisionista come ritrattista

Giovanni Segantini, ritratto di Vittore Grubicy de Dragon, 1887 © Museum der Bildenden Künste, Lipsia. Cortesia del Segantini Museum St.Moritz
Giovanni Pellinghelli del Monticello |  | St. Moritz

Fino al 20 ottobre il Segantini Museum di St. Moritz presenta la mostra «Giovanni Segantini als Porträtmaler» che, curata da Annie-Paule Quinsac, autrice del Catalogue raisonné del pittore, e dalla direttrice del museo Mirella Carbone, approfondisce per la prima volta la poetica di Segantini come ritrattista.

Segantini (1858-99), famoso già in vita come interprete illustre della rappresentazione pittorica del paesaggio e perfino come assoluto innovatore della «pittura alpina», ebbe tuttavia sempre a sottolineare la «signoria» del ritratto dell’ambito della pittura: «Bisogna riconoscere che il ritratto è il settore più impegnativo dell’arte e della grafica». Considerava infatti la ritrattistica l’estrinsecazione più nobile delle arti visive perché «il ritratto ha come obiettivo la scoperta del volto umano».

L’esposizione al Museo Segantini offre per la prima volta un excursus attraverso un ambito ingiustamente meno noto dell’opera pittorica di Segantini grazie a una selezione di ritratti e di autoritratti provenienti da collezioni internazionali. I 16 quadri e le 6 opere grafiche esposti abbracciano l’arco intero della sua creazione artistica: dall’inizio a Milano (1880) fino alla morte prematura in Alta Engadina (1899).

Fra le «pièce de résistence» di questa piccola ma preziosa mostra figurano sia ritratti intimi e di sfera personale, come quello della compagna di vita Bice al risveglio («Petalo di Rosa» del 1890), sia opere più «mondane», che testimoniano in modo eclatante la sfaccettata brillantezza di perizia pittorica e profondità psicologica, come i ritratti del pittore e barone ungherese Vittore Grubicy de Dragon (1887, dal Museum der Bildenden Künste, Lipsia) e della sorella Leopoldina, che si impongono fra gli esempi più riusciti del talento di Segantini «esploratore del volto umano».

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