Sculture ad altezza d’uomo

In un volume postumo di Ricci l’omaggio ad Antelami, mentre al Battistero di Parma continua la mostra

Una delle sculture dal «Ciclo dei mesi» di Benedetto Antelami
Stefano Luppi |

«Non conosciamo con sicurezza per quale collocazione Benedetto Antelami creò i suoi “Mesi” (e gli annessi “Segni Zodiacali”), e se questi altorilievi fossero in origine parte del corredo iconografico della Cattedrale o del Battistero. È certo invece che i rilievi furono, fin dall’Ottocento oggetto di ricerche assidue sfociate negli ultimi due secoli in numerose ipotesi e ricostruzioni».

Edoardo Pepino, nipote dell’editore Franco Maria Ricci (Parma, 2 dicembre 1937-Fontanellato, 10 settembre 2020) e direttore editoriale della casa editrice, lo scrive nel suo Un libro, una antologia per la mostra dei Mesi, che apre il nuovo volume edito da FMR (72 pp., € 20) dedicato a una delle più emozionanti mostre degli ultimi mesi: «Antelami a Parma. Il lavoro dell’uomo, il tempo della terra», organizzata al Battistero dalla Diocesi di Parma, curata da Barbara Zilocchi.

Spiega la curatrice: «La nostra mostra, che prosegue fino al 12 settembre 2021 è organizzata dalla Diocesi di Parma per “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21”, nel primo mese o poco più, dal 12 settembre ai primi di novembre 2020, è stata visitata da oltre 4mila persone, possiamo aspettarci nei prossimi mesi davvero un grande afflusso. Abbiamo riaperto, posticipando la chiusura, con un “omaggio ad Antelami”, un vero gioiello editoriale che la casa editrice Franco Maria Ricci ha voluto omaggiare alla Diocesi di Parma. Nei prossimi mesi sono inoltre in programma conversazioni con alcuni studiosi di Benedetto Antelami e la presentazione di un documentario inedito del 1948 sul periodo romanico».

Il libro FMR permette un grande coinvolgimento, come ricorda nell’introduzione il vescovo di Parma Enrico Solmi: «La mostra dei “Mesi” di Benedetto Antelami costituisce un contributo della Chiesa di Parma alla ripresa di questa celebrazione vulnerata dalla pandemia, con l’intento di concorrere non solo al bene della nostra città, ma anche a beneficio di tutti coloro che vorranno venire e meravigliarsi. Le statue sono poste a terra nel Battistero per una visione ad altezza di persona che ne fa intuire, oltre alla squisita rappresentazione artistica, l’insieme del messaggio che promana e che può essere ulteriormente arricchito dalle domande dell’oggi».

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