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Archeologia

Scolpita nell’agata c’è un’importante scoperta

Nel Castello tedesco spade e corredi dalle terre di Agamennone

Tazza aurea del XVI secolo a.C. Museo Nazionale Archeologico di Atene. © Hellenic Ministry of Culture and Sports / Badisches Landesmuseum / Foto-Gaul

Karlsruhe (Germania). Al Badisches Landesmuseum,nel Castello di Karlsruhe, l’1 dicembre s’inaugura la mostra «Micene. Il mitico mondo di Agamennone». Nella cornice barocca dell’imponente museo (oltre mille metri quadrati), fino al 2 giugno sono esposti manufatti realizzati nelle varie città e fortezze ciclopiche, centri del potere in Peloponneso e Grecia centrale che tra il 1.600 e il 1.200 a.C. ca videro fiorire e tramontare la cultura micenea: Micene, Tirinto, Pilo, Atene e Tebe.

Sono più di 400 i prestiti da importanti musei ellenici, alcuni valicano per la prima volta i confini nazionali. Fra i reperti meno noti, i tesori ritrovati nella Tomba del Guerriero di Pilo o del Grifone (in tedesco Greifen-Grab o Grab des Greifen-Kriegers), nell’omonima città della Messenia nei dintorni del Palazzo di Nestore.

La tomba è datata 1.500 a.C. circa ed è stata scoperta il 18 maggio 2015 dalla coppia di archeologi americani dell’Università di Cincinnati: Sharon R. Stocker e Jack L. Davis. Il nome si deve a una placca d’avorio trovata accanto ai resti del corpo del defunto, adornata con un grifone. Nella stessa sepoltura è stata portata alla luce una varietà di oggetti, circa 1.400 fra coppe d’argento, gemme, pettini in avorio, una spada in bronzo con l’impugnatura crisoelefantina e altre armi; il che ha fatto pensare al corredo funebre di un nobile guerriero, morto probabilmente in battaglia.

E infatti nella scoperta più rilevante compiuta in situ su un gioiello in pietra d’agata finemente scolpita e cesellata larga 3,6 cm (di probabile provenienza minoica) è ritratto un combattimento fra tre guerrieri in perfetta iconografia omerica. Ciò suggerisce che si tratti della tomba di un capo locale minoico o di un capo miceneo fortemente influenzato dalla cultura cretese: una scoperta (la più importante  in Grecia negli ultimi 70 anni) che se confermata cambierebbe le coordinate storiche.

Tra gli altri reperti esposti anche la leggendaria Tomba circolare A (sepoltura n. 5) a sud della Porta dei Leoni di Micene, scavata da Heinrich Schliemann nel 1876 seguendo le descrizioni di Omero e Pausania. Per la ricchezza del corredo funebre i due archeologi credettero di aver trovato la tomba di Agamennone; provengono da qui le note maschere d’oro, rivestimenti in lastre e placche d’oro, anelli del potere (ancora in oro), diademi, mastodontiche spade in bronzo, vasellame e molto altro.
 
La mostra di Karlsruhe punta a coinvolgere il pubblico più giovane con ricostruzioni in scala e a grandezza naturale, simulazioni di vita quotidiana e animazioni in cui Heinrich Schliemann con i suoi colleghi connazionali Wilhelm Dörpfeld e Carl Blegen (archeologi esperti del periodo miceneo) racconta in prima persona le loro scoperte. Vi sono inoltre video-interviste con Joseph Maran, professore dell’Università di Heidelberg a capo del team scientifico per tutti gli scavi di età micenea nell’Ellade. L’esposizione è stata realizzata grazie a un accordo fra il Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Greca e il Ministero per la Scienza, la Ricerca e le Arti del Land Baden-Württemberg.

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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