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Musei

Sardegna | I musei civici di Cagliari

Collezioni, mostre e appuntamenti del sistema museale

Veduta di una sala del Museo d'Arte Siamese Stefano Cardu

Cagliari. Il sistema Musei Civici di Cagliari comprende imponenti collezioni in luoghi dedicati al loro studio e alla loro fruizione e anche a mostre temporanee. Ne fa parte il Palazzo di Città, sede del municipio cittadino dal Medioevo alla fine del XIX secolo, oggi spazio espositivo. Fino all’8 dicembre ospita due mostre: «Arte Povera: From the Olnick Spanu Collection» e «Marco Anelli: Building Magazzino», organizzate in collaborazione col Magazzino Italian Art di Cold Spring.

Il 20 dicembre s’inaugura la mostra «Leonardo invenit - il genio tra arte e scienza» (fino al 23 febbraio); curata da Efisio Carbone e Tiziana Ciocca per l’Associazione Orientare, include il raro volume voluto da Napoleone con le tavole del «Cenacolo» e ventidue modelli delle macchine leonardesche.

A esplorare il territorio è la sezione dedicata all’influenza che il Rinascimento italiano ebbe sulla pittura cinquecentesca in Sardegna attraverso la circolazione delle stampe e l’esperienza della famiglia Cavaro. Ne è un esempio un retablo dei Benificiati di autore anonimo che riprende un volto della «Battaglia di Anghiari» di Leonardo, esposto nel vicino Museo Diocesano dove prosegue la mostra grazie a una virtuosa sinergia tra musei.

Il Museo d’Arte Siamese «Stefano Cardu» custodisce oltre 1.300 oggetti d’arte e manufatti dell’Estremo Oriente databili tra il XIV e il XIX secolo, provenienti da Siam, sud est asiatico, Giappone, Cina e India. Oltre alla collezione, che di per sé merita la visita, da fine 2019 al prossimo marzo il museo ospita «Il tè si fa arte»: un ciclo di cinque incontri (tutti alle 16,15) dedicati alla cultura orientale attraverso i materiali del Museo e la degustazione di tè pregiati.

Simbolo di ospitalità, l’antica bevanda è tra le più consumate al mondo, seconda solo all’acqua. A introdurre il tè negli incontri al Museo sarà Emanuela Solinas TAC International Tea Sommelier, affiancata dagli storici dell’arte dei Musei Civici che proporranno approfondimenti a tema nelle sezioni del museo, seguendo gli itinerari storici e geografici dell’avventuroso collezionista Cardu (Cagliari, 1849-Roma, 1933), cui si deve la raccolta.

Il 7 dicembre è dedicato alle porcellane cinesi e alle dinastie che ne hanno segnato la storia, da quella dei Tang (618-907) durante la quale venne scritto Il Canone del tè, alla Dinastia Song (960-1279), periodo in cui i semi della Camellia Sinensis dalla Cina raggiunsero il Giappone, alla Dinastia Ming (1368-1644), sotto la quale portoghesi e olandesi aprirono le rotte commerciali verso il lontano Oriente introducendo in Europa l’uso del tè.

Il 10 gennaio sarà invece riservato alle ceramiche siamesi della fabbrica reale di Bangkok. L’8 febbraio sarà dedicato al Cha no yu, la cerimonia giapponese del tè nell’educazione dei samurai; nella Collezione Cardu sono conservate numerose katane (le celebri spade nipponiche). L’8 marzo, infine, sarà la volta di «Un tè in dote: la Via del Tè e del Cavallo» e della storia di Wen Cheng, figlia dell’imperatore cinese Taizong, alla quale si deve l’apporto di avanzate competenze di lavorazione e produzione del tè, nonché l’introduzione del Buddismo nella cultura nomade tibetana.

Completa il sistema museale la Galleria Comunale d’Arte, primo museo civico della Sardegna, edificato nel 1933 nell’ex polveriera dell’arsenale sabaudo. Ospita una raccolta d’arte del Novecento composta principalmente dalla Collezione Ingrao, con opere di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis e Mario Mafai, per citarne alcuni.

Della raccolta del museo fanno parte anche la Collezione Civica degli Artisti sardi avviata negli anni Trenta, con sculture di Francesco Ciusa esposte nel percorso permanente, e la Collezione d’Arte Contemporanea iniziata nel 1975 dall’allora direttore Ugo Ugo, con opere degli anni ’60 e’ 70 del Realismo, Pop art, Optical art, Arte programmata e Minimal art. Tra gli artisti Mimmo Rotella, Giò Pomodoro, Enzo Mari, Nanda Vigo, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e Mauro Staccioli.

Mariella Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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