Samorì borromaico

Stefano Miliani |  | Pesaro

«“La candela per far luce deve consumarsi” è l’ultima frase attribuita a san Carlo Borromeo. Ha a che fare con la natura delle immagini che per brillare si mettono in pericolo e trasmette un senso del sacro. Per questo ho intitolato così la mia mostra pesarese».

Lo afferma Nicola Samorì (1977), che sino al primo ottobre espone al Centro Arti Visive Pescheria in una mostra a cura di Marcello Smarrelli. «Eccetto un paio, sono tutti lavori inediti. Cinque sculture di oltre tre metri in legno costituiscono un colonnato alternato alle colonne dell’ex mercato; possono ricordare il legno dilavato ma in realtà hanno imperfezioni speculari», racconta l’artista.

Sulla parete colloca quadri suoi e marine del Sette e Ottocento provenienti dai depositi dei Musei Civici di Palazzo Mosca per creare un gioco visivo tra la verticalità delle sculture e le linee orizzontali che evocano il mare. La Pescheria
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