Royère, Perriand e Prouvé sugli scudi alle aste di design

Una panoramica tra le vendite di stagione: Christie’s, Sotheby’s, Piasa-Wannenes, Phillips

Jean Prouvé, tavolo centrale detto «Trapèze», 1956, venduta da Christie’s per 1,1 milioni di euro (stima 600-800mila) © Christie’s Images Limited 2021
Carla Cerutti |

Tra gli appuntamenti di maggior richiamo della stagione autunnale, la dispersione della collezione di Daniel Lebard, considerata tra le maggiori di design dagli anni ’50 agli anni ’70, organizzata da Christie’s a Parigi il 3 novembre, ha realizzato la considerevole cifra di 31,6 milioni di euro, triplicando le aspettative e vendendo il 97% dei lotti. Top lot dell’asta una coppia di poltrone Boule in velluto rosso di Jean Royère, aggiudicata a 1.292.000 euro (stima 300-500mila), il terzo prezzo più alto mai raggiunto dal designer francese.

Tra i numerosi record della vendita, la «Table de bibliotheque éclairante» creata da Charlotte Perriand, Jean Prouvé e André Salomon per la Maison de la Médecine nel 1951, che ha realizzato 1.016.000 euro contro una stima di 800mila-1,2 milioni. I 51 lotti di Jean Prouvé, star della collezione Lebard, hanno totalizzato ben 11.195.000 euro.

Tra questi, la «Table centrale dite Trapèze», ideata nel 1956 in lamiera piegata verniciata, compensato di okumè e formica, esitata per 1,1 milioni di euro (stima 600-800mila), la rara poltrona «Kangourou», venduta a 980mila euro, quintuplicando la stima di partenza, la scrivania «Présidence», battuta a 596mila euro contro una stima di 250-350mila, e la serie di otto sedie «Métropole N. 305», offerta in quattro lotti separati che hanno totalizzato ben 1.763.500 euro.

Il giorno successivo Sotheby’s ha esitato una collezione di circa 50 tra bijoux e accessori di Claude Lalanne, per lo più in bronzo dorato, per un totale di 913.878 euro: il prezzo più alto, 69.300 euro, è stato pagato per un paio di orecchini «Groseille» del 1982, in vermeil, stimati 3-5mila.

Sempre nella capitale francese, dall’intesa tra Piasa e Wannenes, il 9 novembre, sono nate due tornate dedicate al design italiano, con nomi noti e meno noti, e ad una rara collezione di tessuti di artisti e designer come Ponti, Fontana, Crippa e Dova, per buona parte realizzati dalla manifattura Jsa di Busto Arsizio.

Tra i risultati migliori, una bella console disegnata da Gio Ponti nel 1933 ca per Giordano Chiesa, in radica di noce e ottone, stimata 60-90mila euro ed aggiudicata a 117mila e un tessuto serigrafato con motivo «Galassia» di Lucio Fontana per Jsa, tipicamente anni ’50, stimato 5-7mila euro ed esitato per 16.900.

A Londra, lo stesso giorno, Phillips batteva un’asta con pezzi e prezzi importanti, come le 403.200 sterline pagate, contro una stima di 120-220mila, per un «Agneau» di François-Xavier Lalanne eseguito nel 2006 in pietra epossidica e bronzo patinato, della serie «Nouveaux Moutons» disegnata nel 1996, o come le 214.200 sterline battute per il tavolo «S.A.M. Tropique»  in lamiera di alluminio e di acciaio, disegnato da Jean Prouvé nel 1951 e stimato 80-120mila.

Di Ettore Sottsass, un raro lampadario modello no. 12625, disegnato nel 1956 e prodotto da Arredoluce in acrilico e ottone, è stato venduto per 176.400 sterline contro una stima di 70-90mila e un «Crater» coffee table di Zaha Hadid del 2007, dalla forma aerodinamica in alluminio lucidato, ha quadruplicato la stima massima con un’aggiudicazione finale a 81.900 sterline.

© Riproduzione riservata Gio Ponti, console per Giordano Chiesa, 1933 ca, venduta da Piasa e Wannenes per 117mila euro (stima 60-90mila) Jean Royère, coppia di poltrone e divano Boule, venduti da Christie’s rispettivamente a 1.292.000 euro (stima 300-500mila) e a 980mila euro (stima 300-500mila) © Christie’s Images Limited 2021
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