Riflessi dall'altrove

Andrea Santarlasci, Isola per interno, 1994, legno, vetro, stagno.
Laura Lombardi |

Pisa. Dal 30 ottobre al 23 gennaio alla Galleria Passaggi arte contemporanea la personale di Andrea Santarlasci a cura di Arabella Natalini, come evoca il titolo «Riflessi da un luogo invisibile», ha per oggetto un luogo evocativo di dimensioni simboliche, un luogo che rimanda a un altrove, elemento ricorrente nella ricerca dell’artista per il quale «proprio quel che sembra estraneo (..) identifica il luogo nella sua particolarità».

L’installazione è legata ad un progetto più ampio, che riguarda un sito particolare nel cuore di Pisa, dove il fiume Auser (l'attuale Serchio) si riversava nell'Arno: una confluenza che nel tempo ha trasformato il territorio. Quel luogo che non esiste più viene dunque evocato all'interno della galleria, collegando i lavori esposti, l’installazione con le tavole di recupero, il ramo raccolto sulla foce del Serchio trasmutato in scultura, le foto, l’opera
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© Riproduzione riservata Andrea Santarlasci, Sul limite di un'altra soglia, 2014, legno, vetro, luci al neon, due sagomatori e gelatine colorate.  Sala ottagonale, Liceo Artistico Gentileschi, Carrara Andrea Santarlasci, Un po’ di finito infinito, 2007  Veduta dell’installazione, graffito su lastre di specchio azzurro retro illuminate con luci al neon, 450X450 cm Chiostro di Villa Vogel, Firenze. Andrea Santarlasci, Sul limite di un'altra soglia, 2014, legno, vetro, luci al neon, due sagomatori e gelatine colorate.  Sala ottagonale, Liceo Artistico Gentileschi, Carrara Andrea Santarlasci, Isole per interno, 1994-95, (particolare) legno, vetro, specchio e stagno. Andrea Santarlasci, Riflessi da un luogo invisibile, 2012, stampa fotografica Andrea Santarlasci, Senza titolo, 1995, legno, vetro e stagno
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