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Musei

Riaperta Villa Croce, il museo d'arte contemporanea di Genova

Lungo i tre piani una ricca selezione delle 4mila opere del '900, patrimonio del museo

La facciata fronte mare di Villa Croce a Genova

Dopo un lungo periodo di chiusura (accompagnato dagli strascichi polemici per la gestione finale del museo, teatro negli ultimi tempi di feste di battesimo o di riunioni di tifoserie, al posto della normale attività espositiva) riapre finalmente al pubblico Villa Croce, il museo d’arte contemporanea di Genova.

Con le dimissioni per divergenze con l’Amministrazione comunale di Carlo Antonelli, già vincitore del bando pubblico per curatore delle mostre temporanee, e la risoluzione del contratto con Open, incaricata dal Comune della gestione della biglietteria, dei servizi e dell’organizzazioni degli eventi negli spazi espositivi, i battenti del museo erano rimasti infatti chiusi; sino allo scorso 9 maggio, quando Villa Croce ha riaperto puntando innanzitutto sulla propria collezione, il cui riallestimento, curato dalla direttrice Francesca Serrati, ha riproposto lungo i tre piani una ricca selezione delle 4mila opere che costituiscono il patrimonio del museo, che fu inaugurato circa trent’anni fa.

Le 170 opere selezionate ricostruiscono adesso (attraverso un progetto di allestimento della collezione permanente che potrà essere soggetto a cambiamenti e trasformazioni) le principali dinamiche artistiche italiane dagli anni Trenta del Novecento al 2000, con una peculiare attenzione al contesto locale.

In occasione della reinaugurazione del museo, il percorso espositivo è stato inoltre integrato dalla mostra «Art spaces» (fino al primo settembre), un progetto curato da Sandro Parmiggiani e focalizzato sulle problematiche ambientali del nostro tempo e sull’opportunità di un processo di denuclearizzazione del territorio.

Ad arricchire l’offerta culturale e artistica del museo, si segnalano infine la project room, destinata a ospitare le sperimentazioni linguistiche degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e dei giovani artisti emergenti, e la riapertura della biblioteca specializzata in arte contemporanea che, attraverso la nuova disposizione degli spazi, si proporrà come un’ulteriore risorsa del museo.

Ottone Groppi, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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