Repin, pittore dell’anima russa

Al Petit Palais un centinaio di opere di un testimone dei cambiamenti storici e sociali dell’epoca

Il ritratto di Jurij Repin, figlio di Il’ja, realizzato dall’artista nel 1882. © Galleria Tret’jakov, Mosca
Luana De Micco |  | Parigi

Il Petit Palais dedica la prima retrospettiva francese al pittore e scultore Il’ja Repin, figura centrale della cultura artistica della Russia di fine 800. Repin fu vicino allo scrittore Lev Tolstoj e al compositore Modest Musorgskij, dei quali realizzò noti ritratti; s’interessava di musica e di scienze.

Fu uno dei grandi testimoni dei cambiamenti storici e sociali che la Russia conobbe all’epoca e la sua opera ispirò la pittura sovietica realista. La mostra «Il’ja Repin (1844-1930). Dipingere l’anima russa», fino al 23 gennaio, riunisce un centinaio di opere con prestiti di importanti istituzioni russe, dal Museo Russo di San Pietroburgo alla Galleria Tret’jakov di Mosca, e internazionali come l’Ateneum di Helsinki.

Da San Pietroburgo fa il viaggio «I battellieri del Volga» (1870-73), tela intrisa di realismo, raffigurante un gruppo di uomini che tira a fatica una chiatta sul fiume Volga: il dipinto segnò l’inizio della carriera di Il’ja Repin e fece il giro d’Europa diventando il simbolo della pittura realista russa.

Sono in mostra alcuni dei numerosi ritratti che Repin realizzò dei suoi cari, tra cui quello del figlio Jurij da bambino del 1882, e «Riposo», del medesimo anno, raffigurante la moglie Vera, nonché alcune opere di grande formato, come la spettacolare «I cosacchi dello Zaporož’e scrivono una lettera al sultano di Turchia», anch’essa in arrivo da San Pietroburgo: tra i lavori più noti di Repin, fu realizzata lungo almeno dieci anni, tra il 1880 e il 1891, e acquistata dall’imperatore Alessandro III di Russia.

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