Raysse, conservatore innovatore

Federico Florian |

«Il ruolo sociale del pittore? Mostrare la bellezza del mondo per incitare gli uomini a proteggerlo, ed evitare che si dissolva». Con queste parole l’artista francese Martial Raysse (Golfe-Juan, 1936) ha illustrato la funzione «conservativa» dell’artista visivo. Un ruolo, beninteso, che non ha nulla a che vedere con un approccio passatista o tradizionalista all’arte: Raysse, del resto, fu uno dei fondatori, nel 1960, del gruppo radicale dei Nouveaux Réalistes. Al contrario, si tratta della preservazione della bellezza, per ricordarne il valore insostituibile. A un anno dalla grande retrospettiva di Raysse allestita al Centre Pompidou di Parigi (cfr. n. 344, lu.-ago. ’14, p. 27), la Fondazione Pinault di Venezia apre la sua nuova stagione espositiva con una personale a lui dedicata, visitabile dal 12 aprile al 30 novembre a Palazzo Grassi. Curata da  Caroline Bourgeois, l’esposizione
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