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RAFFAELLO 500 | Rimandate al 2021

Le mostre marchigiane e umbre che hanno cambiato data

Un particolare della sezione multimediale della mostra a Palazzo Baldeschi (Perugia)

Raffaello sconta gli effetti della pandemia anche nelle Marche e in Umbria. Il calendario espositivo approntato nelle due regioni per il cinquecentenario della morte ha dovuto ricalibrarsi. Più fattori hanno inciso nelle decisioni: dalle difficoltà di ricevere prestiti dall’estero già concordati al timore fondato di aver pochi visitatori, senza trascurare l’incertezza del quadro sanitario italiano e internazionale. In sintesi, vi diamo un panorama delle mostre raffaellesche marchigiane e umbre che hanno cambiato date.

A Urbino a giugno la Galleria Nazionale aveva programmato «Sul filo di Raffaello»: venti grandi arazzi tessuti da botteghe fiamminghe su cartoni del pittore o dei suoi allievi che dovevano affiancare i pezzi del museo stesso, con prestiti da musei come i Vaticani, il Mobilier National di Parigi, il Louvre, Fontainebleau. A cura di Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazzini, aprirà nella primavera del 2021.

A Jesi i Musei Civici di Palazzo Pianetti avevano fissato da giugno «Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica», sulle connessioni tra il pittore e l’influente umanista jesino nella città dei papi. Curata da Giorgio Mangani, Francesco Di Teodoro, Ingrid Rowland, Vincenzo Farinella e Paolo Clini, la mostra si svolgerà da marzo a settembre 2021. A Loreto anche il Museo Pontificio della Santa Casa ha spostato alla primavera 2021 «La Madonna del velo o Madonna di Loreto»: focalizzata intorno a una replica di bottega di un dipinto raffaellesco disperso e curata da Fabrizio Biferali e Vito Punzi.

«Raffaello in Umbria e la sua eredità» a Palazzo Baldeschi a Perugia è slittata a settembre (cfr articolo in questa pagina). Sempre nel capoluogo umbro «Fortuna e mito di Raffaello in Umbria» a Palazzo della Penna, curata da Francesco Federico Mancini, è stata rimandata dal giugno 2020 alla primavera 2021. Il direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini ha dovuto cancellare (insieme a una ricognizione sulle opere del Piranesi nel museo) «La fortuna della deposizione Baglioni di Raffaello nelle copie perugine», fissata da ottobre a gennaio 2021 e che lo storico dell’arte aveva preparato insieme a Veruska Picchiarelli: con il nuovo anno il museo si ristruttura e rinviare o allungare i tempi risultava impraticabile.

E se l’avvio per questo settembre della mostra «Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica» a Gubbio è stato definito a inizio luglio (cfr articolo in questa pagina), «Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo», incentrata sul Gonfalone della Santissima Trinità dell’artista urbinate conservato nella Pinacoteca e fissata inizialmente nella cittadina tifernate per ottobre, è stata rimandata alla primavera del 2021. La curano Marica Mercalli e Laura Teza.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020

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